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2009-06-05 – Cupra marittima: 33ª mostra malacologica

Si inaugura la 33ª mostra malacologica

Da sabato 6 giugno sarà possibile tornare ad ammirare i 900 mila pezzi conservati nel museo delle conchiglie di Cupra Marittima

CUPRA MARITTIMA – La Mostra Malacologia riapre le sue porte. Sabato 6 giugno infatti, a Cupra Marittima, si inaugura la 33ª edizione della più importante mostra di conchiglie organizzata in Europa. Sono 900 mila le conchiglie da poter ammirare.

L’edizione del 2009 è arricchita anche da una mostra fotografica curata dal professor Carlo Maccà. Fra le novità, anche la nuova veste dell’ingresso del Museo Malacologico che ora è dotata di un pannello realizzato nel salernitano dall’industria ceramica “Il Pozzo”. Il pannello raffigura la conchiglia più conosciuta in ambito malacologico: il Nautilus pompilius in dimensioni gigantesche.

Sabato 6 giugno viene anche ufficializzata la nuova esposizione dedicata ai trilobiti e saranno presentati i fossili tornati “liberi” dopo il recente decreto di dissequestro totale di tutti i reperti paleontologici del Museo Malacologico. Presenti inoltre i fossili recentemente donati al museo dall’Avvocato Marco Maria Brunetti di Ancona, in particolare una straordinaria tibia appartenuta ad un Elephas primigenius, vissuto oltre un milione di anni fa.

Nell’ambito della cerimonia inaugurale, programmata per le ore 18, sarà consegnato il Premio Internazionale “Una vita per la malacologia 2009″ al professor Enzo Campani, malacologo livornese, Redattore del Notiziario Sim, supplemento del Bollettino Malacologico. Campani è professore asosciato di Fisica dell’Università do Pisa, ha pubblicato diversi lavori in svariati argomenti, prevalentemente sistematici e faunistici inerenti i molluschi, è presidente del Gruppo Malacologico Livornese e socio della Società Malacologica Italiano sin dal 1975. È possibile visitare la mostra fino al 5 settembre, tutti i pomeriggi. Per informazioni è attivo il numero 3473704310.

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giugno 5, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | 1 commento

2009-06-04 – Centenario del museo geologico di Bologna senza “Ciro”

La Soprintendenza rifiuta di esporre il piccolo Ciro

BOLOGNA- La Soprintendenza di Salerno nega l’esposizione del fossile di dinosauro rinvenuto sul territorio per la celebrazione dei 100 anni del museo geologico emiliano.In occasione del centenario dell’arrivo del reperto in citta’, si terranno anche un convegno internazionale sulla Paleobiogeografia dei vertebrati, con antropologi e studiosi provenienti anche da Parigi e dall’Alberta e la mostra ‘I dinosauri italiani’. L’esposizione, ospitata dal 5 settembre all’11 gennaio 2010, al museo Geologico e’ composta da una settantina di pezzi, tra cui ‘Antonio’, il dinosauro di 5 metri con il becco d’anatra, conservato a Trieste, che per l’occasione arrivera’ sotto le Due Torri. Molto probabilemente non ci sara’, invece, ‘Ciro’, il piccolo dinosauro fossile rinvenuto tra Campobasso e Salerno. “La sovrintendenza di Salerno – ha spiegato Vai – ci ha negato il trasferimento, mi sono anche rivolto al ministro Bondi, ma non ho ancora avuto risposta, eppure sono convinto che il reperto, per quanto fragile e delicato, si possa trasportare senza problemi”. Se l’ok alla trasferta emiliana di ‘Ciro’ non ci sara’, alla mostra bolognese sara’ comunque esposto un modello del reperto originale che, sostiene Vai, “e’ tenuto nei magazzini della Sovrintendenza”.

fonte: link   (Adkronos)

giugno 4, 2009 Posted by | - Italia, conferenze, Europa, Lang. - Italiano, Musei, Paleontology / Paleontologia, People & Meetings, Places | , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-06-02 – Sebariu, Sardegna: Un nuovo paleo-museo

Serbariu: dinosauri e ragni

Apre i battenti il museo dei fossili

 di Sandro Mantega

 

Ha trecento milioni di anni, è il fossile di un ragno, probabilmente il più vecchio d’Italia. Ma sono ancora più vecchie le rocce della vetrina accanto: risalgono a un miliardo di anni fa, quando le terre emerse, a parte il Sulcis, erano davvero poche. A proposito di mare, questo arrivava fino a Perdaxius (un paese dell’interno del Sulcis), quando la roccia intrappolò le spugne di 530 milioni di anni. E c’è anche spazio alla spettacolarità: un calco del fossile di un Tirannosauro in grandezza naturale (otto metri) a dominare una delle grandi sale del capannone dove un tempo lavoravano gli operai della miniera. Sono i gioielli esposti nel museo “Paleoambienti sulcitani Martel”, nel complesso della Grande miniera di Serbariu, alla periferia di Carbonia. Un museo eccezionale nel quale figurano pezzi rari e preziosissimi dal punto di vista scientifico, come la raccolta di fossili che raccontano la storia della Terra a incominciare dal Cambriano (con la comparsa dei primi vertebrati), per finire con il Quarternario, nell’era Olocene, quella attuale. Il Museo paleontologico è stato realizzato sfruttando un capannone sapientemente restaurato dove si trovavano le forge della miniera di carbone attorno alla quale è nata la città. Ma la sua inaugurazione rappresenta qualcosa di più dell’apertura di un semplice, seppur unico, museo. E’, infatti, un altro importante tassello nella realizzazione di un progetto che soltanto qualche anno fa appariva utopico: recuperare e trasformare una vecchia miniera abbandonata in un luogo nel quale non solo tramandare le tradizioni, la cultura e la memoria di una popolazione e di un territorio ma anche portare avanti un discorso di sviluppo legato alla ricerca e a quanto di più moderno e attuale possa esistere. Ebbene la Grande miniera di Serbariu rappresenta la realizzazione di questa utopia. Ci sono i musei per tramadare la memoria e la cultura (il Centro Italiano del carbone con le gallerie artificiali, ora il museo paleontologico insieme alle altre testimonianze dell’archeologia mineraria), c’è la ricerca con il Centro della Sotacarbo dove si sperimenta la trasformazione del carbone in idrogeno, il polo di Sardegna ricerche, il centro universitario. C’è la cultura con e grandi sale attrezzate dove si celebrano simposi e congressi e si dibatte. C’è, soprattutto, la dimostrazione che anche una vecchia miniera può tornare a vivere proiettando una comunità verso il futuro.

fonte: unionesarda

giugno 2, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Lang. - Italiano, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , | 1 commento

25-05-2009 – Maryland, USA: Chinese dinosaurs at Inner Harbor museum

Maryland Science Center to hatch ‘Chinasaurs’

More than 20 skeletons, other fossils will be on view at Inner Harbor museum

"Chinasaurs: Dinosaur Dynasty"

“Chinasaurs: Dinosaur Dynasty” features 20 skeletons, all of thunder lizards unearthed on the Chinese mainland. The exhibit opens May 23 and runs through Labor Day at the Maryland Science Center. Tickets are $14.95-$20.95. (Baltimore Sun photo by Kim Hairston / May 19, 2009)

 

If the Maryland Science Center has anything to say about it, Baltimoreans will soon think of China as the home of more than chopsticks, serious ping pong players and the giant panda. By the end of the summer, it should also be known as the land of Mamenchisaurus, Szechuanosaurus and Monolophosaurus, not to mention Tuojiangosaurus and Psittacosaurus.

Through Labor Day, dinosaurs from China will be invading Baltimore. And the folks at the Inner Harbor science center couldn’t be happier.

“Some of these have not been found anywhere else in the world,” says Van Reiner, the center’s president and chief executive.

“The dinosaur aficionados of this area are certainly going to see examples of dinosaurs they won’t see anywhere in the United States.”

Chinasaurs: Dinosaur Dynasty, opening Saturday in 7,000 square feet of exhibit space on the museum’s second floor, features 20 skeletons, all of thunder lizards unearthed on the Chinese mainland. Many have never before been displayed outside their native land (“The Chinese have been very protective of their finds,” Reiner says), and most are of prehistoric animals rarely mentioned in scientific textbooks.

That alone shouldn’t be surprising. The rate of dinosaur discoveries has been climbing exponentially in recent years, says Reiner. “Just when they thought they had identified all the dinosaurs, they hadn’t,” he says. “The estimate is that they’ve identified less than 10 percent.”

What might be surprising to dino-philes, as well as thrilling to even casual fans, is the range of fossils on display – from a 10-inch, astonishingly well-preserved Keichousaurus, looking like someone had carefully placed it between two sheets of rock, to a 70-foot-long skeleton of Mamenchisaurus, a creature with the longest neck of all the dinosaurs (think of a giraffe stretched out low to the ground, and you’ll get the idea).

Some of the names should ring familiar. There’s a Protoceratops, famous for being the first dinosaur whose eggs were unearthed (they actually turned out to be Oviraptor eggs, but that discovery didn’t come until nearly 70 years later). And there are several Velociraptors, the herding predators made famous in Jurassic Park.

But most of the names will prove not only unfamiliar, but tongue-twisting. Some, like Szechuanosaurus, sound like they’d be at home in a Chinese restaurant. Others, like Confuciusornis and Tuojiangosaurus (which translates to “two-river lizard”), readily betray their Asian origins.

There’s a skeleton of a Jinghanosaurus, its head peering around a wall into another display. A feathered Caudipteryx, one of those winged creatures that clearly marks the connection between dinosaurs and birds, is captured in rock as though desperately trying to flap its wings one last time. Among the oddest-looking beasts on display is Pachycephalosaur, a relatively small dinosaur whose gigantic skull resembles a football helmet. For the record, scientists don’t believe the creatures head-butted one another, but rather that they would smack each other on the sides of the heads.

And if any of those names give you trouble, try asking around. Dino-philes are usually pretty good with their nomenclature.

“Every few years, you get a new generation of dinosaur fans,” says Brenda Lewis, the science center’s acting director of exhibits. “You get these 3- or 4-year-olds who can’t talk properly, but they can pronounce the names of every dinosaur they see.”

If you go

Chinasaurs opens Saturday at the Maryland Science Center, 601 Light St. Tickets are $14.95-$20.95. Call 410-685-5225 or go to mdsci.org.

maggio 25, 2009 Posted by | - R. Dinosauri, An. Vertebrates, Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , | Lascia un commento

2009-05-21 – Cosenza, ITA: Inaugurato il nuovo Museo di Paleontologia

Inaugurato all’Unical il Museo di Paleontologia
E’ stato inaugurato in settimana il Museo di Paleontologia dell’Università della Calabria.
per ulteriori informazioni ecco il link all`articolo,
e soprattutto il link al sito del museo: http://museopaleo.unical.it/index.php

maggio 21, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , | Lascia un commento

2009-04-16 – Philadelphia, USA: Hadrosaurus foulkii, America’s “first dinosaur” on display

America’s “first dinosaur” on display in Philadelphia until May 3


Hadrosaurus by Joseph Smit (1836-1929) from Nebula
to Man, 1905 England
http://www.copyrightexpired.com/earlyimage/prehistoriclifebeforekt/

Hadrosaurus foulkii doesn’t have the name recognition of a Tyrannosaurus rex, but this dinosaur made a profound impact on our view of dinosaurs today. Hadrosaurus is a hometown hero with literally deep roots in the Philadelphia area. Discovered in nearby Haddonfield New Jersey and first displayed at the Academy of Natural Sciences in Philadelphia, Hadrosaurus foulkii led the migration of dinosaurs out of the ground, on display in museums, and into our imaginations.

Prior to the Civil War, little was known about the dinosaurs. In the summer of 1858, Philadelphia lawyer William Parker Foulke vacationed in Haddonfield New Jersey. While searching for fossils, Foulke discovered a collection of gigantic bones.

Foulke brought these bones to the Academy of Natural Sciences in Philadelphia, where they were examined by museum curator Joseph Leidy. As a professor of anatomy, Leidy recognized that the bones came from an unknown creature. At this time, the only evidence of dinosaurs came from a mismatched collection of bones and teeth.

The collection of bones discovered in Haddonfield New Jersey represented the most complete dinosaur skeleton of the time. Leidy named the newly discovered dinosaur, Hadrosaurus foulkii. The genus Hadrosaurus means “bulky lizard.”The species name foulkii was provided to honor William Parker Foulke.

10 years later, New York artist Benjamin Waterhouse Hawkins assembled the bones into a mounted skeleton for the Academy. The completed skeleton debuted in November 1868, the first display of its kind. Today dinosaur skeletons are key attractions at natural history museums around the world.

The discovery of thousands of dinosaur fossils in the time since Hadrosaurus was first found on a farm in New Jersey, contributes to a more accurate representation of the dinosaur that was possible in 1868. You can view the reconstruction of Hadrosaurus foulkii on display at the Academy of Natural Sciences in Philadelphia until May 3, 2009.

aprile 16, 2009 Posted by | - R. Dinosauri, America Northern, An. Vertebrates, Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , | Lascia un commento

2009-02-11 – Roma, ITA: Darwin in mostra

A duecento anni dalla nascita del celebre scienziato arriva al Palaexpo la rassegna sull´”Origine della specie”

Darwin
Dai fossili all´iguana, l´Evoluzionismo in mostra

Rory Cappelli

Incontri, scoperte viaggi e animali vivi E da domani via Nazionale diventa “terra di scienziati”

 Uno di quei paradigmi intellettuali destinati a cambiare per sempre la visione che l´essere umano ha di sé stesso e del mondo: è stato questo nella storia delle idee L´origine delle specie, libro nato dalla passione di un ragazzino per piante, uccelli e rocce, e dalle esperienze di un giovane naturalista in vari paesi del mondo. Una di quelle onde che di tanto in tanto si levano dalle acque dell´oceano della conoscenza per capovolgere – e a volte affondare – la nave delle convinzioni e dei sistemi che vi naviga sopra. Come Marx e come Freud nel suo stesso secolo, o come Einstein in quello successivo, Charles Robert Darwin con le sue idee trasportò l´essere umano in un posto “altro”, trovando una risposta alle domande di sempre – da dove vengo? chi sono? – arrivando persino a dichiararlo esplicitamente, proprio a chiusura del suo capolavoro, che infatti avrebbe dovuto «fare luce sull´origine dell´uomo e della sua storia».
Quest´anno ricorrono i centocinquanta anni dalla pubblicazione de L´origine della specie e i duecento anni dalla nascita di Darwin. Tutto il mondo lo celebra e la mostra Darwin 1809-2009 che ha già fatto o farà tappa a Philadelphia, Boston, Chicago, Toronto, Londra, Auckland, Tokyo, Rio de Janeiro, San Paolo, Brasilia, Lisbona, si inaugura domani al Palazzo delle Esposizioni, dove resterà aperta fino al 3 maggio
 
Un vero e proprio viaggio nella vita di Darwin, con sezioni sulla sua vita e la sua “evoluzione” di scienziato, attraverso lettere, disegni, immagini dei taccuini e dei manoscritti, fotografie. E altre sezioni che letteralmente scompongono la sua teoria, riattraversando il suo primo viaggio di cinque anni intorno al mondo. In questa sezione, oltre a documenti inediti, appunti e lettere, anche animali vivi: iguane verdi, armadilli e tartarughe, oltre alla ricostruzione degli ecosistemi dei paesaggi che Darwin attraversò, dalla foresta pluviale alla Patagonia, dalla Terra del Fuoco alle Galapagos. Un´altra sezione ancora esplora gli approdi odierni di quella rivoluzione scientifica, come la scoperta dei cromosomi, dei geni e della struttura del Dna. L´edizione italiana della mostra – che nel mondo è già stata visitata da centinaia di migliaia di persone – ha due sezioni in più: una sala è dedicata all´evoluzione umana ed espone ricostruzioni a grandezza naturale dei nostri antenati, oltre a fossili ritrovati proprio in Italia. E un´altra che racconta il rapporto tra Darwin e il nostro paese.
Accompagneranno l´esposizione una serie di incontri e di conferenze-spettacolo: come quella che proprio domani, 12 febbraio (alle 21), vedrà Patrizio Roversi presentare il racconto televisivo Evoluti per caso – Sulle tracce di Darwin, viaggio che lo stesso Roversi insieme a Syusy Bladi ha compiuto in dodici tappe dalle Galapagos fino al Brasile. Lo presenterà e ne parlerà insieme alla Bladi e anche al curatore italiano della mostra, Telmo Pievani, e a due evoluzionisti, Gabriele Gentile e Valerio Sbordoni. Il 13 febbraio, sempre alle 21, ci sarà poi la proiezione in anteprima di Il viaggio perduto di Darwin a cura di National Geographic Channel e il 18 febbraio, alle 18.30, Lella Costa leggerà Preghiera darwiniana di Michele Luzzatto. Tra i tanti altri appuntamenti anche Scimmie: uno (s) comodo specchio. Elisabetta Visalberghi, il 18 marzo alle 18.30, rifletterà sul totale capovolgimento della relazione tra esseri umani e animali seguita proprio alla teoria darwiniana.

(10 febbraio 2009)

fonte: espresso

febbraio 11, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Musei, P - Evoluzione, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , | Lascia un commento

2009-02-02 – “Hatching the Past” the Dinosaur eggs exhibition

Dino eggs exhibit to open in St. George

Hatching the Past » Display examines how to tell if a rock might really be a fossilized egg.

The Salt Lake Tribune

febbraio 2, 2009 Posted by | Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , | 2 commenti

2009-02-01 – Dinosaur dung stolen from Natural History Museum

Dinosaur dung stolen from Natural History Museum

Thieves stole a lump of fossilised dinosaur dung from the Natural History Museum in London, it has been revealed.

Dinosaur dung stolen from Natural History Museum
The Natural History Museum, London Photo: GETTY IMAGES

When staff at the Natural History Museum noticed that one of their exhibits had disappeared, it seemed reminiscent ofthe 1970s comedy film One of Our Dinosaurs is Missing.

The thieves, however, must have been disappointed when they realised that what they had smuggled out was not a valuable piece of dinosaur skeleton but a piece of 65-million-year-old fossilised dung.

Details of the theft have been revealed for the first time in a list of specimens that have been stolen or lost from the London museum’s collection over the past five years.

Among the other items taken thieves were 167 scarab beetles originating from South America, and a centipede. Another 25 scarab beetles were stolen from a car in Vienna while they were on loan to a museum in the city.

The three-inch piece of fossilised dinosaur dung, or coprolite as they are known, was stolen while it was secured on display in a clamp in 2006. It is believed to have come from a plant-eating dinosaur known as titanosaurus, which grew to more than 30 feet in length and weighed about 13 tons. Police were informed of the theft but no further action was taken.

A spokesman for the museum said it was impossible to put a value on the dung. Experts said that if it was a proven piece of dinosaur dung it could have been quite valuable.

Professor Richard Lane, director of science at the Natural History Museum, said: “All of the items in the collections are of scientific and national value and many are literally priceless.

“Like works of arts they are completely unique and so cannot be compared to anything else. Consequently it is of great regret when items are stolen or lost.

“It is true that an item of fossilised dinosaur dung was stolen from the Dino Jaws exhibition; one might question what the thief would do with this.”

The museum has more than 3.8 million visitors a year. Since 2004 eight exhibits have been either lost or stolen. In 2005 an entire draw of butterflies was lost while being moved from the museum’s entomology building, and a parcel of 50 mosquitoes lost in the post.

Around 22 conodonts, fossils of extinct eel-like creatures, were lost when a box was knocked over and they were hoovered up.

A stuffed grey squirrel was stolen while on display at the National Museums Scotland in Edinburgh in December 2006. Almost exactly a year later a red squirrel was stolen from the same location.

source: http://www.telegraph.co.uk/earth/earthnews/4411057/Dinosaur-dung-stolen-from-Natural-History-Museum.html

febbraio 1, 2009 Posted by | - R. Dinosauri, An. Vertebrates, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , | Lascia un commento

2009-01-31 – Museo Malacologico di Cupra Marittima, dissequestrati i fossili

 

Sono tornati liberi i fossili sequestrati al Museo Malacologico di Cupra Marittima

CUPRA MARITTIMA, 30/01/2009 _ Sono tornati liberi i fossili sequestrati al Museo Malacologico di Cupra Marittima e saranno le “star” di una bellissima mostra intitolata “500 milioni di anni fa”. I trilobiti sono organismi esclusivi del Paleozoico , comparsi sin dall’inizio del Cambriano già molto ben differenziati, hanno il massimo sviluppo nell’Ordoviciano e nel Siluriano ; erano animali esclusivamente marini. A questi animali il Museo Malacologico di Cupra Marittima ha dedicato una straordinaria mostra che sarà visibile fino al prossimo 30 giugno.
200 i reperti esposti, tornati “liberi” da pochi giorni dopo il dissequestro di tutti i fossili del Museo, operato dal Giudice per le Indagini preliminari di Fermo. L’età media degli esemplari presenti nella mostra è di 500 milioni di anni, da qui il nome della manifestazione. Rappresentano le prime forme viventi organizzate da cui, verosimilmente, trassero origine anche i molluschi che a Cupra Marittima, da oltre un trentennio, sono i
protagonisti indiscutibili. La mostra ha una grande valenza didattica per la presenza di esemplari provenienti da tutto il mondo ed in particolare Russia, Marocco, Cina, Spagna e Portogallo. Rappresenta una grande opportunità per le scolaresche di tutta la regione che, in primavera affollano la struttura museale del piceno, conosciuta ovunque. I trilobiti, evolutesi a partire da un gruppo di anellidi e destinati a dare origine agli attuali artropodi, si estinsero 200 milioni di anni fa. Nonostante il lunghissimo intervallo di tempo trascorso, la struttura coriacea che li rivestiva ne ha favorito la conservazione nel corso delle ere geologiche. Per il pubblico il Museo è aperto il giovedì, sabato e domenica dalle ore 15.00 alle 18.30, informazioni al numero 347.3704310
 fonte: http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=20015 

gennaio 31, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , | 2 commenti

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