Paleonews

Il blog dedicato ai Paleontologi !!!!

2009-03-05 – Teropodi con postura da uccelli (Dinosaur imprints, birdlike arm anatomy)

Tracce di un Teropode a riposo (Giurassico inferiore, Utah – USA) rivelano una postura da uccello

Vedi approfondimento sul Blog Theropoda:

Un nuovo sito icnologico dimostra che i theropodi si accucciavano come… (Milner et al., 2009)

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Sitting dinosaur leaves karate chop handprints – March 04, 2009

45376624.jpgAncient meat-eating dinosaurs held their arms with palms facing inwards like their bird descendants, a rare set of 198-million-year-old fossilised handprints has revealed. An analysis of the prints, published this week in PLoS One, supports theories that even very early therapods [lit. ‘beast feet’] such as tyrannosaurs and velociraptors had bird-like forelimbs, and walked only on two legs, well before they evolved feathery wings.

The handprints came from a dinosaur that sat down on the edge of a lake in St George, Utah, and extended its arms far enough to leave sediment marks. Six other resting dinosaur traces have been reported before, but they all lack clear hand prints.

This means, reports the Chicago Tribune, that we must banish images of tyrannosaurs holding their forearms like monkeys, with palms facing downwards – a posture that palaeontologists apparently term the “bunny position” – as depicted in Jurassic Park. Instead, we must imagine that dinosaurs were extremely good at holding basketballs.

“What this seems to imply is that, even from fairly early in their history, dinosaurs were entirely bipedal and weren’t using their forearms to support themselves in any way,” paleontologist Tom Holtz of the University of Maryland, says. “Because of that, the hands could specialize as weapons, to grab on to a struggling animal or to fight with other dinosaurs.”

Image: Dilophosaurus wetherilli in bird-like resting pose/Heather Kyoht Luterman

source: Nature.com

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What a dinosaur handprint reveals

Los Angeles Times – ‎3-mar-2009‎
At left, dinosaur tracks with hand prints show bird-like inward-facing palms at Johnson Farm, Utah. At right, an artist’s reconstruction shows the formation
National Geographic —————————————————————————–

 

 free access article on PlosOne

Bird-Like Anatomy, Posture, and Behavior Revealed by an Early Jurassic Theropod Dinosaur Resting Trace

Andrew R. C. Milner, Jerald D. Harris, Martin G. Lockley, James I. Kirkland, Neffra A. Matthews

Abstract - PDF

 

 

marzo 5, 2009 Posted by | - R. Dinosauri, - Teropodi, - Uccelli / Birds, 2 Jurassic / Giurassico, America Northern, An. Vertebrates, Articolo sc. di riferimento, Bl - Top posts, FREE ACCESS, Mesozoic, P - Evoluzione, P - Impronte, P - morfologia funzionale, P - Paleoetologia, P - Ritrovamenti fossili, Paleontology / Paleontologia | , , , , , | Lascia un commento

2008-12-06 – Napoli – Città della scienza: la mostra rimane aperta !!!

Dinosauri da record e la mostra rimane aperta

Doveva chiudere invece, dato il successo, la mostra “Futuro Remoto” viaggio tra scienza e fantascienza dedicata al mondo dei dinosauri rimarrà aperta per tutto il periodo natalizio.

Negli ambienti di Città della Scienza, a Bagnoli, trovano ospitalità gli esemplari ed i fossili rinvenuti in Cina nel corso degli ultimi decenni e conservati presso il Museo di Storia naturale di Pechino. Ed oltre agli scheletri ed ai fossili ci sono, in mostra, alcune opere realizzate dal paleoartista Luis Rey.

Numeri da record quelli registrati finora: 25.425 visitatori paganti. Il pubblico è eterogeneo: coppie, intellettuali, giovani, gruppi di studenti, famiglie e tanti tanti bambini! Ma anche ospiti illustri che sono venuti a visitare la mostra o che hanno partecipato agli eventi della manifestazione. Lunghe file al botteghino e continue richieste da parte delle scuole, di prenotazioni.

(04 dicembre 2008)

dicembre 6, 2008 Posted by | - Italia, - R. Dinosauri, Europa, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , , , | 1 commento

2008-11-21 – Napoli – Città della scienza: Rassegna stampa da “Il Mattino”

 Rassegna stampa da “Il Mattino” del 21/11/2008

1 – PAOLA DE CIUCEIS

Con il soffio della fantasia, l’arte incontra la scienza e dà un volto ai più popolari animali della preistoria: i dinosauri, che non erano solo dei lenti e mostruosi lucertoloni grigio-verdi ma anche dei coloratissimi, rapidi ed evoluti pennuti ora più piccoli ora più simili ad avvoltoi. Ne sa qualcosa il paleoartista ispano-messicano Luis Rey, specialista nell’illustrazione di Microraptor, Oviraptor, Velociraptor e quanti altri, e protagonista domani (alle ore 12 e alle 17) di un incontro con il pubblico per una conferenza interattiva che completa la mostra dal titolo «Piume di dinosauro. La paleoarte e la nuova rivoluzione cinese». In esposizione, un corpus di una trentina fra disegni a matita su tela poi colorati ad acrilico e tavole stile comics. Si tratta di composizioni di spiccata impronta surrealista e iperrealista che lasciano a bocca aperta per le animate combinazioni proposte: ritratti e ambientazioni di DINOSAURI piumati dipinti con una vivace tavolozza di colori, fortemente influenzata dalla variopinta cultura messicana. Entusiasmante, la doppietta mostra-incontro con Rey offre un saggio del lavoro del disegnatore (ma anche scultore, anatomista, ricercatore e paleontologo amatoriale) e del suo approccio scientifico al misterioso mondi di queste creature estinte. Tra i maggiori artisti del settore ricostruzioni paleontologiche, è noto per il suo innovativo metodo di lavoro fondato sulla comparazione dei fossili con gli animali viventi che ritiene più vicini a quelli che sta disegnando. A guardare le sue opere la domanda più ricorrente resta sempre «erano fatti proprio così?». Ed è da qui che parte l’affascinante viaggio in compagnia di Rey e dei suoi dinosauri. «La divulgazione della paleontologia», sostiene il paleoartista, «è caposaldo di una riflessione sull’evoluzione, per la conoscenza del mondo e del nostro ruolo rispetto alla natura. Spiegherò come nel tempo siano cambiati gli strumenti di ricerca e i saperi scientifici, quindi, come dal 1880 ad oggi si sia evoluto il modo di illustrare animali che nessuno ha mai visto». «Il mio è un interesse giovanile», ricorda Rey, «avevo solo 12 anni quando realizzai il mio primo libro illustrato sui DINOSAURI per regalarlo ai miei genitori. Di lì in poi, ispirato dalla frase “gli artisti sono gli occhi dei paleontologi” dello studioso Ken Carpenter, intrapresi una sfida volta a dimostrare che non si trattava solo di scheletri impolverati in un museo ma veri e propri animali vissuti in altri tempi, precursori dei colorati uccelli della nostra epoca». Furono poi le posizioni di Robert Bakker e Gregory S. Paul (che per primi hanno dato una specifica identità morfologica ai dinosauri) ad animare Rey, ormai un pioniere nel dibattito sui DINOSAURI con le piume. Una teoria confermata dai ritrovamenti dei giacimenti fossili della provincia di Liaoning in Cina dove stupefacenti resti di DINOSAURI piumati e dalle strutture anatomiche completamente nuove, hanno rivoluzionato la paleontologia fornendo prove sull’ipotesi che vuole gli uccelli discendenti diretti dei dinosauri. Classe 1955, una laurea in Visual Art nel 1977 alla San Carlos Academy (Unam) di Città del Messico, londinese d’adozione, membro attivo della Society of Vertebrate Paleontology e della Dinosaur Society (Uk), Luis Rey è autore di oltre 60 tra libri e pubblicazioni anche di fantascienza, fantasy, horror.

2 – TIZIANA TRICARICO

Non guarderemo più gli uccelli con gli stessi occhi. I DINOSAURI non si sono estinti, o almeno non tutti: ci osservano dall’alto. Non erano soltanto animali enormi, lenti e mostruosi, ma anche piccoli, belli, ricoperti di piume e capaci di comportamenti straordinariamente evoluti: i ritrovamenti avvenuti in Cina negli ultimi anni hanno letteralmente cambiato la storia della paleontologia. In un ipotetico viaggio a ritroso nel tempo, un tunnel introduce i visitatori all’interno dello Spazio Leonardo del Science Centre proiettandoli nella preistoria per conoscere da vicino alcuni tra i più curiosi esseri mai esistiti sulla Terra. In un ambiente scuro, illuminati ad hoc, ecco che a fare gli «onori di casa» c’è il Mamenchisaurus, gigantesco erbivoro dal collo più lungo della preistoria – ben 15 metri – che gli permetteva di brucare fin sulle cime degli alberi. La mostra si articola in grandi isole tematiche: come si muovevano, come si nutrivano, in che modo cacciavano o si difendevano dagli attacchi dei predatori, quali cure avevano per i piccoli, la loro evoluzione fino alla tragica scomparsa in parte ancora avvolta nel mistero. Uno spazio importante è riservato ai ritrovamenti dei DINOSAURI piumati nella provincia cinese di Liaoning: Mark Norrel – curatore della sezione di paleontologia del Museo di Storia Naturale di New York – con la sua équipe e in collaborazione con i colleghi dell’Università di Pechino, ha riportato alla luce nel deserto del Gobi straordinari esemplari. Una sezione è dedicata anche al giacimento di Pietraroja, in provincia di Benevento, noto fin dal 1798 per i suoi splendidi pesci fossili, e per il suo particolare tipo di fossilizzazione, che preserva oltre alle ossa anche le parti molli degli animali. Scheletri e fossili originali, ma anche fantastiche ricostruzioni ed animazioni per immergersi nell’atmosfera mesozoica: inseriti nel percorso giochi interattivi, exhibits e multimedia. Si può provare a salvare i DINOSAURI dall’estinzione distruggendo un frammento di meteorite che mette a repentaglio la stabilità del loro ecosistema («La vallata dei dinosauri»). E sperimentare la divertente simulazione di una corsa in bicicletta inseguiti dai più spaventosi mostri della preistoria («Attenti al…dinosauro») oppure togliersi la curiosità di scoprire se si può essere un buon pranzo oppure una piccola merenda per un dinosauro carnivoro affamato («Nella ciotola del dinosauro»). Inoltre si possono calpestare le impronte di dinosauro per provare a camminare come loro e magari portarli a spasso come docili cagnolini scoprendo quanta forza occorrerebbe per tenere un dinosauro al guinzaglio («Tira la coda al dinosauro»). Tra scienza e arte si colloca «Piume di dinosauro», una splendida collezione di opere del paleoartista Luis Rey che attraverso i suoi pannelli dai colori vivaci racconta come è cambiata l’immagine dei DINOSAURI dalle prime scoperte ad oggi.

3 – ti. tr.

Quando gli uomini non esistevano ancora, i DINOSAURI erano i dominatori della Terra. Ecco un elenco degli esemplari esposti a Futuro Remoto: Microraptor (piccolo predatore) – Tra gli animali più bizzarri, questo piccolo carnivoro coperto di piume anche sulle zampe posteriori a differenza dei suoi parenti più grandi (Velociraptor) era un dinosauro arboricolo. Yangchuanosaurus – Il più feroce carnivoro dell’Asia, assimilabile al Tirannosaurus Rex nordamericano. Tuojangosaurus – Possente erbivoro corazzato che utilizzava la coda dotata di lunghi aculei come una vera e propria arma da difesa non convenzionale. Haopterus – Pterosauro dotato di denti appuntiti e privo di cresta: nel Cretaceo inferiore pattugliava il cielo sopra le acque di Liaoning per cercare pesci di cui si nutriva. Confuciusornis (Uccello di Confucio) – Tra gli uccelli più antichi viveva cacciando piccole prede. Il cranio ed il becco sono molto evoluti e simili a quelli degli uccelli attuali nonostante lo scheletro mantenga alcuni caratteri primitivi come gli artigli sulle ali. Shenzhouraptor (Predatore di Shenzhou, antico nome della Cina) – Erbivoro, presenta analogie con i dromeosauri: ha ali arrotondate e penne asimmetriche come negli uccelli attuali, e probabilmente si nutriva di semi. Ikechosaurus – Simile al coccodrillo, viveva nella laguna di Liaoning e si cibava di pesci. Yabeinosaurus – Lucertola di grandi dimensioni, che da adulto poteva raggiungere i 30 centimetri di lunghezza (numerosi fossili di questo animale sono stati ritrovati nei giacimenti dell’area di Jehol). Dromeosauro – Fa parte di una famiglia di DINOSAURI generalmente di piccole dimensioni, bipedi e carnivori, estremamente agili: la loro caratteristica è la presenza di un grande artiglio a falce sul secondo dito delle zampe posteriori. Manchurochelys (Tartaruga della Manciuria) – Predatore, i cui fossili sono particolarmente rari, capace di vivere in acque dolci, probabilmente imparentato con le moderne tartarughe azzannatici. Protopsephurus – Pesce primitivo che rappresenta un buon esempio di connessione biogeografica tra l’Asia orientale ed il Nordamerica. ti. tr.

4 – CLAUDIA MARRA

Scienziato per un giorno. Un sogno che diventa realtà con Futuro Remoto 2008. L’occasione è destinata agli studenti ma anche ai loro prof, per seguire dal vivo uno scienziato proprio nel suo laboratorio. L’occasione unica per il mondo della scuola è possibile grazie all’apertura di Università, centri nazionali di ricerca, istituti scientifici e aziende in tutta la Campania. Non solo DINOSAURI piumati made in Cina quindi, ma anche saggi di alchimie e prove di fantascienza da prenotare a Futuro Remoto (www.futuroremoto.it). Obiettivo degli itinerari, comunicare la ricerca scientifica e tecnologica contemporanea. Moltissime le attività in programma, difficile menzionarle tutte. Tra le altre, stage di antropologia genetica (28 novembre ore 10-12, Dipartimento di Scienze per l’Ambiente, Università Parthenope), astronomia (26 novembre, ore 10-12, Osservatorio di Capodimonte), scienze naturali (25-28 novembre, ore 9,30-11,30, Centro Museale Federico II), telerilevamento (25 novembre, ore 11-13, Cnr Iac e Irea, via Pietro Castellino 111). E ci si potrà perdere nella biologia e biotecnologia (24, 25 e 27 novembre, ore 10-12, dipartimento di Neuroscienze, Torre Biologica, dipartimento di Biologia e Patologia cellulare e molecolare L. Califano, Primo Policlininico, dipartimento di Agraria di Portici), ritrovare nella cibernetica (25 novembre, ore 10-12, Cnr di Pozzuoli), educare alla creatività (21 novembre, Oscom di via Porta di Massa 1), alla fisica delle particelle (24-27 novembre, ore 10-12, Polo Scienze di Monte Sant’Angelo), alla geofisica e vulcanologia. Si potrà far confidenza con la matematica dalla Cina: le bacchette, l’abaco, i tangram, i giochi di strategia. E ancora laboratori e tornei con le scuole, ricerca aerospaziale scienze geologiche. Un ricchissinmo ventaglio di occasioni per visitare laboratori di ricerca, partecipare a dibattiti scientifici di rilievo internazionale, vedere lo Science Center e la mostra sui dinosauri, ottime occasioni di aggiornamento per i prof, un approccio concreto al mondo della ricerca per gli studenti.

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Vedi pure:

 Città della scienza – Futuro remoto

2008-11-19 – Napoli, ITA: Sono arrivati i Dinosauri !!!!!!!!

2008-11-20 – Napoli – Città della scienza: il 21 Mark Norell inaugura la mostra

2008-11-20 – Napoli – Città della scienza: Rassegna stampa da “Repubblica”

novembre 21, 2008 Posted by | - Italia, - R. Dinosauri, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , | 3 commenti

2008-11-21 – Napoli – Città della scienza: Rassegna stampa da “Repubblica”

In mostra gli ultimi dinosauri: belli ed evoluti

Stavolta si viaggia indietro nel tempo. A ritroso, accompagnati dalla scienza, fino ai dinosauri. Con i paleontologi, per scoprire che quegli animali potevano essere piccoli e coccoloni, e morbidi come peluche. Dopo averli immaginati grandi e mostruosi, duri e inafferrabili, li scopriamo amorevoli coi loro piccoli e coperti di piume colorate. è il bello della scienza, che sa sorprendere anche quando sembra tutto scontato. E il bello della scienza ce lo racconta, come ogni anno, “Futuro Remoto”, la mostra che sarà inaugurata domani pomeriggio e che terrà aperti i suoi battenti sino al 30 novembre, a Città della Scienza. Dove trovano momentanea ospitalità i più sorprendenti dinosauri scovati recentemente in Cina, scheletri e fossili che hanno messo i paleontologi dinanzi ad una realtà che non s’ aspettavano, costringendoli a rivedere le loro convinzioni su questi animali preistorici. Si voleva che fossero enormi, lenti e mostruosi, qualcuno già sospettava che potessero essere agili e intelligenti. «Ora sappiamo – spiegano gli organizzatori di Futuro Remoto – che erano anche piccoli, belli, coperti di piume, genitori premurosi e capaci, oltre che di covare le uova, di comportamenti straordinariamente evoluti». Ora sappiamo anche che erano coperti di piume. Un particolare, questo, che ha rafforzato le teorie secondo le quali gli uccelli sono figli dei dinosauri. O almeno di alcuni: dei più piccoli, in particolare, che hanno gradualmente visto le loro zampe anteriori trasformarsi in ali. Che interessi o meno la storia evolutiva dei dinosauri, che se ne apprezzi o meno la grande capacità di adattarsi al contesto, la mostra di Città della Scienza porta in Italia una serie di esemplari e di fossili (quasi tutti ritrovati in Cina) che per la prima volta ci permette di cogliere la grande varietà di dinosauri che popolavano il pianeta. Ecco il “mamenchisaurus”, un gigantesco erbivoro (22 metri la sua lunghezza) che allungava il suo collo fino alle cime degli alberi più alti. Ecco il “microraptor gui”, il più piccolo e micidiale dei predatori cinesi, che planava sulle sue prede utilizzando quattro ali ricoperte di piume. Ecco gli scheletri completi dei dinosauri cinesi del cretaceo e del giurassico: il “Tsintaosaurus”, con un corno in testa, il “Tuojangosaurus”, capace di spaventare i peggiori predatori grazie agli aculei che ne coprivano il corpo. Si tratta di ben pochi esempi, rispetto a quelli in mostra, portati qui dal Museo di storia naturale di Pechino. Accompagnati a Napoli direttamente dal direttore di quel museo, Quing-Jin Meng, che domani sarà anche presente all’ inaugurazione della mostra. E con lui un altro ospite d’ eccezione, Mark Norell, il direttore della divisione di Paleontologia del Museo di storia naturale di New York, forse il maggiore paleontologo dei nostri tempi; e proprio una conferenza di Norell (dal titolo “E impararono a volare”) darà il via alla kermesse. Che, come ormai da tradizione, avrà al suo centro la mostra ed i dinosauri, ma sarà ricca di altri eventi che vanno dai laboratori scientifici per bambini e ragazzi ai “dino-quiz” per chi ne sa già abbastanza e vuole sfidare il resto del pubblico. Poi ci sono le conferenze. Ad esempio sulle dinamiche tra predatori e prede (non solo al tempo dei dinosauri), sulla longevità (gli uomini supereranno i dinosauri?), sulla criptozoologia (esistono ancora animali che si credevano estinti?), sui mutamenti ambientali e i nuovi scenari a dieci anni dal protocollo di Kyoto. La mostra sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, il sabato e la domenica dalle 9 alle 21. Il programma completo degli eventi è su http://www.cittadellascienza.it. – BIANCA DE FAZIO
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novembre 21, 2008 Posted by | - Italia, - R. Dinosauri, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , | 2 commenti

2008-11-20 – Napoli – Città della scienza: il 21 Mark Norell inaugura la mostra

Mark Norell a Futuro Remoto, venerdì 21 Novembre alle ore 19,30 !!!
La scoperta del “Drago paradossale” rafforza la parentela tra dinosauri e uccelli !!!

Venerdì 21 novembre Mark Norell  inaugura Futuro Remoto con la conferenza  “Impararono a volare”.
La scoperta dei dinosauri piumati raccontata da un protagonista ed i nuovi scenari della paleontologia aperti dagli eccezionali ritrovamenti fossili della provincia di Liaoning in Cina.

Una volta, tantissimo tempo fa, esistevano degli strani uccelli chiamati dinosauri: non si libravano in aria, ma sulla terra la facevano da padroni. Nel film “Jurassic Park” di Steven Spielberg, ispirato all’omonimo romanzo techno-thriller di Michael Crichton, i protagonisti lottano per la sopravvivenza contro alcune specie di dinosauro, riportate in vita grazie alla moderna genetica; tra i “lucertoloni” carnivori presenti nel parco, i famelici Velociraptor si dimostrano i nemici più intelligenti e difficili da sconfiggere. Potrebbe iniziare così la storia riveduta e corretta delle creature che dominavano il nostro pianeta tra il giurassico e il cretaceo. Una teoria, questa, che a distanza di quasi 15 anni dall’uscita del film viene messa in discussione da una recente ricerca –pubblicata oggi sulla rivista scientifica Science – che ridimensiona clamorosamente l’ipotizzata intelligenza e la pericolosità dei Velociraptor. Mark Norell, direttore della sezione di paleontologia dell’American Museum of  Natural History di New York, uno dei più brillanti paleontologi dei nostri tempi, è uno dei massimi esponenti della teoria dei «mostri piumati», ovvero della parentela stretta tra uccelli e dinosauri. Una passione, la sua, che si sviluppa molto precocemente in quanto alla sola età di 14 anni partecipa già a spedizioni in tutto il mondo. Recentemente ha lavorato in Patagonia, a Cuba, sulle Ande cilene, nel Sahara, in Mongolia, ha scoperto fossili bizzarri come il primitivo uccello Mononycus, il primo embrione di teropode (gruppo di dinosauri carnivori e bipedi risalenti al Triassico medio, 220 milioni di anni fa), nonché l’area più ricca al mondo di fossili del Cretaceo, Ukhaa Tolgod nel deserto del Gobi, in Mongolia. Ha dato il nome a molti dinosauri: Achillonycus, Shuvuuia, Apsaravis. Attualmente Mark Norell sta lavorando sulla relazione tra piccoli dinosauri carnivori, chiamati nuovi dinosauri, ed i moderni uccelli, cercando di sviluppare nuove tecniche (tomografia computerizzata) che permettano di studiare i fossili in maniera più approfondita. È inoltre autore di numerosi articoli scientifici su riviste prestigiose tra cui Science e Nature. Ha scritto inoltre molti libri, tra cui, nel ’93, Introduction to Tyrannosaurus e Introduction to Triceraptors.
Norell ritiene  che la grande estinzione del Cretaceo sia stata un evento molto complesso, influenzato da molti fattori, e che non ha segnato la fine dei dinosauri. Con la sua equipe, e in collaborazione con i colleghi dell’Università di Pechino, ha riportato alla luce – in Cina e nel deserto del Gobi – straordinari esemplari di dinosauri: animali piumati, dotati di ali, forse capaci di volare; animali affettuosi che covavano nidi colmi di uova, seguivano i loro piccoli e dormivano con il capo ripiegato sotto una zampa, proprio come fanno gli uccelli quando infilano la testa sotto un’ala; ed inoltre ha identificato i tipici “punti di attacco” su cui si innesta il piumaggio dei volatili. Questa sorprendente scoperta conferma le numerose teorie che, ormai da alcuni anni, ipotizzano una maggiore vicinanza nella catena evolutiva tra dinosauri e volatili. Una teoria che gli studiosi non sembrano più mettere in discussione grazie a molte evidenze scientifiche. Per alcuni scienziati, le specie arboricole avrebbero iniziato a volare saltando di albero in albero, alla maniera di scoiattoli o lemuri volanti. Ma il consenso non è unanime. Per Norell questa è una caratteristica che potrebbe essere emersa in vari momenti della storia evolutiva. “La mia teoria dice? E’ che la caratteristica del volo si sia sviluppata a terra, con i dinosauri che, correndo e saltando, si sono ritrovati improvvisamente per aria”.

source:  Futuro remoto

novembre 20, 2008 Posted by | - R. Dinosauri, conferenze, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , | 3 commenti

2008-10-29 – L’olfatto di Teropodi e Uccelli (Theropods and Birds olfact)

Pubblicato importante studio sulle capacità olfattive dei dinosauri.

Gli autori dello studio sono partiti dalla tomografia di 21 teschi di Teropodi per ottenere un loro “tasso olfattivo” (‘olfactory ratio’) comparando i diametri del bulbo olfattivo con quello del cervello e tarando il valore ottenuto in funzione della rispettiva massa corporea degli esemplari.

Le considerazioni più importanti possono essere considerate le seguenti:

  1. Tyrannosaurus rex e Velociraptor, presentano i valori più elevati
  2. Oviraptoridi (Citipati osmolskae) elo Struthiomimidae Ornithomimus edmontonensis (tutti privi di denti e dotati di becco), avevano il senso dell’olfatto meno sviluppato ed è quindi probabile che fossero più tendenti all’onnivoria che alla carnivoria.
  3. Archaeopteryx, aveva un senso dell’olfatto nella media dei 21 teropodi studiati e simile a quello dei  Teropodi più piccoli: ciò è significativo perchè indica che i moderni uccelli hanno perso molto del loro senso dell’olfatto durante l’evoluzione.

 

Scientists at the University of Calgary and the Royal Tyrrell Museum, including Darla Zelenitsky, pictured, have published a paper suggesting Tyrannosaurus Rex used its sense of smell to hunt. - Stuart Gradon, Calgary Herald

Darla Zelenitsky and Tyrannosaurus Rex skull - Stuart Gradon, Calgary Herald

Ornithomimid skull ct scan - Kobayashi, Y - Nature.com

Ornithomimid skull CT scan - Kobayashi, Y - Nature.com

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How does your dinosaur smell?

Quite well, on the whole.

An extensive survey of dinosaur skulls adds to the evidence that Tyrannosaurus rex had a killer sense of smell, and finds that the earliest known birds were much better at sniffing out prey than their descendents.

Using fossil evidence to figure out how extinct animals looked and moved is difficult enough — assessing their senses is harder still, and questions about dinosaurs’ sense of smell have been particularly difficult to answer. Comparisons between extinct and modern counterparts that fill similar ecological niches can yield some information, but to really know what an extinct animal could smell, palaeontologists need to look at the creature’s olfactory bulb — the area of the brain dedicated to scent.

Although computed tomography (CT) X-ray scans of T. rex skulls, for example, have previously revealed substantial olfactory bulbs, the scientists behind this latest survey say that it is the first time that trends in smelling ability have been evaluated across a range of meat-eating dinosaurs.

Darla Zelenitsky at the University of Calgary in Alberta, Canada, François Therrie, curator of dinosaur palaeoecology at the Royal Tyrrell Museum in Drumheller, Alberta, and Yoshitsugu Kobayashi of Hokkaido University in Japan, assessed the size and shape of the olfactory bulb in 21 species of theropod — bipedal dinosaurs that were the ancestors of today’s birds.

They took CT scans, along with casts and measurements of brain cases, to calculate an ‘olfactory ratio’ that compares the diameter of the olfactory bulb with the diameter of the brain itself. When adjusted for the body mass of the animal, this ratio gauges the creature’s sense of smell.

Bloodhound senses

The team reports in the Proceedings of the Royal Society B1 that the theropods had a wide range of smelling abilities. Although direct comparisons with modern species are tricky at best, the findings suggest that Velociraptor and T. rex rivalled bloodhounds in their ability to smell prey, says Zelenitsky.

But that won’t settle arguments about whether T. rex was a predator or a scavenger. “While this makes it clear that that these species had a better sense of smell than other theropods of the time, it does not support any arguments that Tyrannosaurus was a scavenger, as there are both predatory and scavenging birds today with large olfactory bulbs,” says Zelenitsky.

The relatively small olfactory bulbs found in other theropods, such as oviraptorids (Citipati osmolskae) and the ostrich-like Ornithomimus edmontonensis — both toothless, beaked dinosaurs — supports theories that the two species were not particularly carnivorous and that plants may have comprised a big part of their diet.

Bird brain

Remarkably, Archaeopteryx, the earliest known flying bird, had a sense of smell that was quite average among the 21 theropods. “This was surprising because modern birds are thought, with few exceptions, to have poor senses of smell, yet clearly Archaeopteryx had an olfactory-bulb size typical of that of a small theropod dinosaur,” comments Zelenitsky. This suggests that birds may have lost much of their sense of smell later in their evolution.

“This is a major step towards understanding dinosaur sensory function,” says anatomist Lawrence Witmer at Ohio University in Athens. “With more work like this we should be able to have a very good idea of how these animals, saw, smelled, and felt the world around them.” However, he points out that there are limits to how much CT scanning technique can reveal: “We shouldn’t try to paint with too fine a brush — this is neurology without the neurons.”

As a next step, “it would be fascinating to compare these data to similar measurements collected from a range of animals, especially lizards and ground-dwelling birds like the kiwi, which is both nocturnal and known to have an excellent sense of smell,” says palaeontologist Philip Currie at the University of Alberta.

“Seeing all of these data in one place is pretty cool,” he adds. “I can’t wait to go through all of it with a fine-toothed comb and see if it confirms our thinking on who is related to who, and which lineages led to birds.”

  • References

    1. Zelenitsky D. K.[/author], [author]Therrie, F. & Kobayashi, Y. Proc. R. Soc. B doi:10.1098/rspb.2008.1075 (2008).

source: http://www.nature.com/news/2008/081029/full/news.2008.1192.html

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Other links:

Dinosaur Smelling Skills Open New Angle On Bird Evolution
Science Daily (press release) - 8 ore fa
ScienceDaily (Oct. 28, 2008) – Although we know quite a bit about the lifestyle of dinosaur; where they lived, what they ate, how they walked, not much was known about their sense of smell, until now.
Tyrannosaurus rex noses out dinosaur competition Reuters
T. rex had nose for finding dinner Calgary Herald
The Press Association – AOL Canada – LiveScience.com – Canoe.ca
e altri 34 articoli simili »

In german:

http://www.wissenschaft.de/wissenschaft/news/296861.html

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Scientific article:

links will be posted when available online

ottobre 29, 2008 Posted by | - R. Dinosauri, Articolo sc. di riferimento, Bl - Top posts, Italiano (riassunto), Lang. - Italiano, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , , | Lascia un commento

2008-10-17 – Corea del Sud: 5 paleo-siti potrebbero entrare a far parte della lista Unesco (South Korea, dinosaurs, geo-site)

In Corea del sud è cominciato l’iter che potrebbe portare 5 aree con resti di Dinosauri ad essere inserite nella lista dei luoghi “patrimonio dell’umanita” UNESCO:

Haenam: il primo luogo al mondo dove sono tate trovate insieme impronte di Pterosauri e Uccelli (e di numerosi artropodi).

Hwasun: 1.550 impronte incluse quelle appartenenti a ben 60 teropodi

Su un isola presso Yeosu: 3500 impronte di dinosauri compresa una pista appatenente a un ornitopode lunga 85 metri.

Goseong: maggior concentrazione di impronte al mondo (con un gruppo con imponte di 410 individui) e con abbondanza di impronte di sauropodi (139) e ornitopodi. 

Boseong: 200 uova di dinosauro con diametro variabile da 60 a 180 mm e appartenenti a Sauropodi e Ornitopodi’. Presenti pure ossa di dinosauri e ossa e uova di tartarughe.

vedi pure precedente post del 2008-05-16: Impronte di baby Sauropodi in Korea

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10-17-2008 18:52  

‘Dinosaur Coast’  Seeks UNESCO Listing

 

 
Prof. Huh Min, from Chonnam National University, inset photo, has initiated a campaign to have five areas of the southern coastline with thousands of dinosaur footprints listed on the U.N. Educational, Scientific and Cultural Organization World Natural Heritage list. As seen in the photo, Yeosu, South Jeolla Province, one of the five areas, has an 85-meter-long ornithopod track. / Courtesy of Chonnam National University

By Bae Ji-sook
Staff Reporter

A campaign has been started to have five areas of the southern coastline where thousands of dinosaur footprints are to be found listed on the U.N. Educational, Scientific and Cultural Organization (UNESCO) World Natural Heritage list.

The five are Haenam, Hwasun, Boseong, and Yeonsu in South Jeolla Province, and Goseong in South Gyeonsang Province.

If successful, the move will follow the 2007 listing of Jeju Island.

Haenam was the first place in the world where dinosaur, pterosaur and bird tracks were found together. It also has numerous large arthropod tracks. The 7.3-meter long tracks made by a flying reptile are visible at the center of the fossil site, which is listed as Natural Treasure No. 394.

In Hwasun, there are about 1,500 footprints, including those belonging to more than 60 theropods.
On an island off Yeosu are a total of 3,500 dinosaur footprints, including an 85-meter-long track made by an ornithopod. The large number of footprints is thought to show that the southwestern area was primarily covered with mesic forests.

Boseong has 200 fossilized eggs, ranging from 60 millimeters (mm) to 180 mms in diameter, from sauropods and ornithpods. Well-preserved dinosaur bones, and turtle bones and eggs are also at the site.

Goseong has the highest concentration of tracks in the world, including the footprints of 410 individuals in one group. It also has the most abundant ornithopod footprints as well as 139 sauropod footprints.

UNESCO is to start a field study there from Saturday.

Prof. Huh Min, from Chonnam National University and director of the Korea Dinosaur Research Center, is initiating the campaign. He stressed that having a natural heritage is somewhat different from having a cultural site. Korea has eight cultural sites, including old palaces.

“Unlike cultural sites featuring their comparative value to different cultures, the natural sites have to be the `only one’ valuable to the world. It has to be academically, culturally, and in every way the best in the world,” he said.

To receive the UNESCO Natural Heritage listing, support from local residents and the administrations is critical. The preparation committee has established safe and protective pathways for visitors as well as straightened roads to preclude any possible destruction of the sites. “We have streamlined the region,” Huh said.

Preparation has been underway for more than three years, and he expects UNESCO inspectors to recognize the value and importance of the “Korean Cretaceous Dinosaur Coast.”

“We have seen dinosaurs in Western movies such as Jurassic Park and picture books. But here, we also had flying reptiles, and all kinds of dinosaurs walking, drinking, laying eggs and living just like any other creature,” he said.

Huh was selected as one of the 100 top scientists in the world by the International Biographical Center of Cambridge, England, in 2005; one of the 2,000 Outstanding Scientists of the 21st Century by the same institution in 2003; and one of the Great Minds of the 21st Century by the American Biographical Institute; for his pioneering studies on dinosaurs.

bjs@koreatimes.co.kr

source: http://www.koreatimes.co.kr/www/news/nation/2008/10/117_32881.html

see also previous post: 2008-05-16: Impronte di baby Sauropodi in Korea

ottobre 17, 2008 Posted by | - Pterosauri, - R. Dinosauri, - Rettili, Asia, Italiano (riassunto), P - Geositi, P - Impronte, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Ritrovati i più antichi Pappagalli fossili

55 million year old fossil remains of parrots discovered near the North Sea
Scientific researchers have discovered the fossil remains of parrots in Scandinavia which are more than 55 million years old. The findings, published in the current issue of Palaeontology, indicate that parrots, which today only live in the tropics and the southern hemisphere, once flew wild over what is now Norway and Denmark. This suggests that parrots may have first evolved in the North, much earlier than had previously been considered.

“Obviously, we are dealing with a bird that is bereft of life, but the tricky bit is establishing that it was a parrot,” explains Dr David Waterhouse, the lead author of the scientific paper. “As with many fragile bird fossils, it is a wonder that anything remains at all, and all that remains of this early Danish parrot is a single upper wing bone (humerus). But, this small bone contains characteristic features that show that it is clearly from a member of the parrot family, about the size of a Yellow-crested Cockatoo.”

Dr Waterhouse, who is currently assistant curator of natural history at Norfolk Museums Service in Britain, was a PhD candidate at University College Dublin when the request to identify the mysterious bone was received from the Moler Museum on the Isle of Mors. He had received a scholarship from University College Dublin (UCD) and funding from the Irish Research Council for Science, Engineering and Technology (IRCSET).

“It isn’t as unbelievable as you might at first think that a parrot was found so far north.  When Mopsitta was alive, most of Northern Europe was experiencing a warm period, with a large shallow tropical lagoon covering much of Germany, South East England and Denmark,” says Dr Waterhouse. “We have to remember that this was only 10 million years after the dinosaurs were wiped out, and some strange things were happening with animal life all over the planet.”

“No Southern Hemisphere fossil parrot has been found older than about 15 million years old, so this new evidence suggests that parrots evolved right here in the Northern Hemisphere before diversifying further South in the tropics later on.”

Dr Waterhouse worked with Dr Gareth Dyke from the UCD School of Biology And Environmental Science, University College Dublin, Bent Lindow from the University of Copenhagen and Nikita Zelenkov of the Palaeontological Institute of the Russian Academy of Sciences, to discover what type of bird the humerus once belonged to.

The newly discovered species is officially named Mopsitta tanta, but it has been nick-named the Danish Blue Parrot.

 

 

Palaeontology 51 (3) , 575–582
Abstract: Two new fossil psittaciform birds from the Lower Eocene ‘Mo Clay’ (Fur Formation) of Denmark (c. 54 Ma) are described. An unnamed specimen is assigned to the extinct avian family of stem-group parrots, Pseudasturidae (genus and species incertae sedis), while a second (Mopsitta tanta gen. et sp. nov.) is the largest fossil parrot yet known. Both specimens are the first fossil records of these birds from Denmark. Although the phylogenetic position of Mopsitta is unclear (it is classified as family incertae sedis), this form is phylogenetically closer to Recent Pstittacidae than to other known Palaeogene psittaciforms and may, therefore, represent the oldest known crown-group parrot.

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Dr. David Waterhouse

maggio 16, 2008 Posted by | - Uccelli / Birds, 7 Paleocene, Europa, P - Ritrovamenti fossili | , , , , | Lascia un commento

   

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