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Più antico resto fossile di maternità – Materpiscis attenboroughi

Straordinaria scoperta fossile in Australia, ritrovato infatti un reperto fossile testimoniante un parto in un esemplare di pesce placoderma attribuito al genere: Materpiscis attenboroughi

Articolo da Agi news:

SCIENZA: LA NASCITA PIU’ ANTICA IN FOSSILE DI 380 MILIONI ANNI

(AGI/AFP) – Parigi, 28 mag. –  In Australia e’ stata scoperta traccia della piu’ antica maternita’ mai documentata: un fossile di pesce di 380 milioni di anni, fa con attaccato al cordone ombelicale un minuscolo embrione. Il ritrovamento del “Materpiscis attenboroughi”, come e’ stato ribattezzato il fossile della “madre-pesce” in onore del naturalista David Attenborough, e’ opera di John Long e Kate Trinajstic del museo di Victoria.
  Oltre a portare alla luce una specie animale finora sconosciuta, il fossile e’ la piu’ antica testimonianza di una nascita nel regno animale. “E’ uno piu’ straordinari reperti fossili mai rinvenuti e ci porta a ridiscutere tutte le convinzioni fin ora raggiunte sull’evoluzione dei vertebrati”, ha commentato Long.
  La cosa piu’ interessante per i ricercatori e’ stato il fatto di poter certificare un metodo di riproduzione cosi’ sofisticato in un reperto cosi’ antico. “Questa scoperta ci dimostra che il parto e la schiusa delle uova sono due processi riproduttivi che si svilupparono forse in contemporanea e non in successione come si e’ sempre pensato”, ha spiegato la dottoressa Kate Trinajstic.
  L’esistenza dell’embrione e di un cordone ombelicale certifica anche il piu’ antico caso di fertilizzazione interna nel mondo animale, in pratica il primo esempio di sesso con penetrazione. Lunga circa 25 centimetri la “madre pesce” apparteneva a un gruppo estinto di vertebrati, i placodermi, diffusi nell’era medio paelozoica che va dai 420 ai 350 milioni di anni fa. I placodermi erano dei dinosauri marini che dominarono i mari, i fiumi e i laghi della terra per 70 milioni di anni. Nel fossile ritrovato si possono distinguere nitidamente le forme dell’embrione all’interno dell’utero materno e il cordone ombelicale calcificato che unisce la madre al piccolo. Solo dopo una delicatissima opera di pulitura del fossile tramite speciali acidi i due ricercatori si sono resi conto della particolarita’ del reperto. Come racconta la dottoressa Trinajstic: “Una volta pulito il fossile abbiamo visto l’embrione seduto nella pancia della madre, era conservato in maniera perfetta”. Dopo una successiva analisi del fossile col microscopio elettronico e una termografia computerizzata gli scienziati hanno potuto vedere anche i vasi sanguigni del cordone ombelicale. Secondo le ricostruzione degli scienziati il pesce e il suo piccolo morirono a causa di un improvviso abbassamento dei livelli di ossigeno nell’acqua.
  Caduta sul fondale, la “madre pesce” sarebbe poi stata ricoperta da un fango limaccioso che ne ha consentito la conservazione nei secoli.(AGI)

CORREZIONI:

Ovviamente i placodermi non erano dinosauri marini, bensì pesci.

LINKS:

1 – Video presentazione del reperto – youtube

2 – Articolo scientifico di riferimento – Live birth in the Devonian period (Nature)

3 – Foto e illusttrazioni – Nature.com

maggio 31, 2008 - Posted by | - Pesci / Fishes, Articolo sc. di riferimento, Oceania, P - Ritrovamenti fossili, Paleontology / Paleontologia, Video | , , , ,

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