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E 2 – I dinosauri del museo alla Rotonda Vassallo

I dinosauri del museo alla Rotonda Vassallo

21 agosto 2008

ENORMI denti, artigli ricurvi, coda fortissima: una fame insaziabile. “Al” era così: e per nostra fortuna, viveva sulla terra 150 milioni di anni fa. Domani sera (22 agosto) alle 21 alla Rotonda Vassallo di Lerici la scienza va in piazza: con una serata dedicata ai dinosauri, con tanto di proiezione di un film, dedicato proprio ad “Al”. Il consorzio del castello, il Comune di Lerici e la Provincia della Spezia sono affiancati da Confesercenti, Consorzio di Promozione Turistica e Stl Lerici, in questo appuntamento divulgativo ad ingresso libero.


Si tratta di una presentazione delle attività scientifiche di Pangea, la rete dei musei naturalistici italiani: accanto al museo geopaleontologico del castello lericino, presieduto da Beppe Mecconi, sono impegnati nelle campagne internazionali di scavo partite da Lerici anche il museo di storia naturale e del territorio dell’Università di Pisa, il museo civico di Rovereto, quello dei fossili e delle ambre di San Valentino in Abruzzo, e il museo regionale di scienze naturali di Torino. Da anni, i ricercatori operano in varie aree del mondo: scavano, catalogano, scoprono fossili giganteschi. Ne parleranno in piazza: e alle 21 commenteranno dal vivo la proiezione del film “Il ritorno di Al”, nome dato all’ultimo grande fossile recuperato.

È un gioco di parole: Al era un gigantesco di allosauro, di recente rinvenuto dai ricercatori. In greco, allos significa altro, strano, e sauro è lucertola: si tratta di una creatura lunga fino a 12 metri, pesante sulle tre tonnellate, vissuta nel giurassico superiore, fra 14 e 156 milioni di anni fa. Nonostante la sua mole era ritenuto agile e veloce, uno dei carnivori più grossi del suo tempo. È considerato il “fossile di stato dello Utah”, il più rappresentativo di questo stato americano. Nelle ossa è scritta la storia dell’enorme predatore, una storia di lotta e di sofferenza.

I ricercatori di Lerici l’hanno ritrovato in Patagonia: regione geografica dell’America meridionale, che comprende la punta estrema del continente. È divisa fra Cile e Argentina, ed è in questa seconda nazione che hanno operato i ricercatori italiani. In tutto si tratta di un’area di oltre 900 mila chilometri quadrati, che comprendono anche la “terra del fuoco”. Il nome nasce da Patagoni, termine usato da Ferdinando Magellano per indicare i nativi di queste terre, che vennero scambiati inizialmente per dei giganti.

La provincia in cui opera Pangea, è quella di Rio Negro, una delle cinque aree argentine che ricadono sul territorio. I creatori del film, intitolato “Walking with Dinosaurs”, hanno preso lo spunto dall’eccezionale ritrovamento dello scheletro di Al per raccontarne la vita, non facile, in un mondo in cui tutto era completamente diverso da quello di oggi, e la sopravvivenza di una forma di vita poteva significare la scomparsa di un’altra. Ci sono immagini reali, nella proiezione, ma anche altre simulate, in base agli elementi scientifici emersi dalle campagne di scavo: l’animazione in computer grafica consente di immergersi nella vita di Al, quella che doveva essere, dalla sua nascita alla sua morte, mentre i paleontologi illustrano con prove scientifiche le testimonianze raccolte, e gli studi con i quali hanno ricostruito questa pagina di vita, che risale ad oltre 150 milioni di anni.

Alle 22 sarà presentato il libro sulle attività di Pangea, con una video-conferenza sulla scoperta della Pompei dei dinosauri in Patagonia. La giornalista di Repubblica Cinzia del Maso intervisterò il paleontologo Walter Landini, che ha collaborato alla nascita del museo lericino fin dai primi anni.

Alle 23, sarà proiettato un altro film, sempre su Al, con dettagli sulla vita dei suoi primi cinque anni.

Il museo di Lerici è nato da una scoperta vera, a Santa Teresa. Era stato nel 1987, che un ragazzino di Vezzano Ligure, Ilario Sirigu aveva scoperto le orme fossili di dinosauro, grazie alla sua passione per la storia. Tutto era cominciato con un libro che gli aveva regalato la mamma, Valeria Carozzo. Poi le pagine di padre Giuseppe Leonardi sui fossili, gli avevano spalancato un mondo davanti. Il restauro del castello era nato così: con interventi di recupero e riqualificazione, con fondi europei: grazie alla necessità di valorizzare quella scoperta e quelle orme, si era deciso di salvare il castello, vittima di infiltrazioni e degrado, allestendo grandi diorami per ricostruire la storia del golfo e dell’entroterra, e raccontare come eravamo milioni di anni fa. E dal museo di Lerici è nata la rete di Pangea.

Sondra Coggio

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/la_spezia/2008/08/21/1101706754505-i-dinosauri-museo-rotonda-vassallo.shtml

settembre 19, 2008 - Posted by | - Italia, conferenze, Musei, Paleontology / Paleontologia | , , ,

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