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2008-10-21 – Prof. Franco Ortolani: Gengis Khan, le Crociate e il cambiamento climatico di 1000 anni fa

Riporto in questo post un articolo divulgativo “pubblicato” dal prof. Franco Ortolani sulla bacheca digitale dell’Università di Napoli Federico II

Gengis Khan, le Crociate e il cambiamento climatico di 1000 anni fa

 

Gengis Khan nasce tra il 1155 e il 1167 e muore nell’agosto 1227 dopo avere costruito uno dei più vasti e potenti imperi della terra ad oriente dell’Europa. Le Crociate iniziano nel 1097 e finiscono nel 1270 e determinano la riconquista del Mediterraneo da parte delle popolazioni europee, dopo un predominio plurisecolare musulmano. Ma che relazioni vi sono tra Gengis Khan e le Crociate? Tra questi due megaeventi che hanno sensibilmente influito sulla storia dell’uomo, apparentemente, sembra che non vi sia alcun rapporto. 

I testi di storia non ci dicono quale fosse il contesto ambientale nel quale si sono verificati questi “fenomeni”. Alla luce dei più recenti risultati acquisiti con ricerche di geoarcheologia ambientale si può affermare che entrambi i “fenomeni” maturano e si sviluppano durante un cambiamento climatico-ambientale simile a quello che si sta manifestando e preannunciando attualmente, vale a dire durante uno dei ciclici e naturali riscaldamenti globali connessi ad un incremento dell’attività solare su scala plurisecolare.

Inconfutabili dati scientifici contenuti negli archivi naturali (prevalentemente nell’area mediterranea) integrati da dati archeologici e storici hanno consentito di ricostruire la storia del clima, dell’ambiente e dell’uomo degli ultimi 3000 anni (Ortolani e Pagliuca 1994; Pagliuca e Ortolani, 2007). La storia dell’uomo si è sviluppata in un ambiente, favorevole alle attività umane, che prevalentemente è stato caratterizzato da condizioni climatiche simili a quelle note dal 1750 ad oggi. Tali condizioni, ogni 500 anni, sono state bruscamente interrotte da periodi della durata di 150-200 anni nei quali hanno prevalso alternativamente condizioni più fredde e più piovose e condizioni più calde e più aride. Le variazioni climatico-ambientali sono correlabili con variazioni plurisecolari dell’attività solare (Usoskin et al. 2003; Usoskin  et al. 2005; Usoskin et al. 2006; Usoskin e Kovaltsov 2006); un maggior numero di macchie solari ha determinato riscaldamenti globali mentre un minor numero ha provocato raffreddamenti globali. Conseguentemente le fasce climatiche attuali hanno avuto espansioni di alcuni gradi verso nord (periodi caldi) e verso sud (periodi freddi) provocando rapide e drastiche modificazioni ambientali.

Il riscaldamento globale attuale sta progressivamente provocando lo spostamento verso nord delle fasce climatiche dell’emisfero settentrionale, proprio come accaduto 1000 anni fa. Le zone predesertiche e desertiche lentamente stanno invadendo l’Area Mediterranea e le acque marine si stanno sensibilmente riscaldando. Il tipico clima mediterraneo si sta trasferendo nell’Europa Centrale determinando le condizioni per nuove trasformazioni agricole tipicamente mediterranee. Le vaste aree settentrionali della Siberia, della Mongolia e del Canada interessate dal permafrost (suolo perennemente o stagionalmente congelato) si stanno trasformando in aree coltivabili immettendo in atmosfera enormi volumi di gas ad effetto serra prima intrappolati nel suolo gelato. Insieme a questi megaeventi naturali, iniziati significativamente già a partire dal 1750 circa e intensificatisi nel secolo scorso, che ciclicamente ogni 1000 anni si sono ripetuti determinando una rapido e naturale cambiamento climatico-ambientale, si sta verificando l’inquinamento dell’atmosfera causato dalle attività umane. Quest’ultimo determina un peggioramento della qualità dell’aria e influisce localmente sulla salute dell’uomo provocando anche significativi e pericolosi inquinamenti ambientali.

I dati scientifici evidenziano che tra il 1000 dopo Cristo e il 1270 si ebbero modificazioni climatico ambientali (simili a quelle attuali) che determinarono un sensibile riscaldamento delle aree settentrionali del Canada, Siberia e Mongolia e l’instaurazione di condizioni simili a quelle mediterranee nell’Europa Centrale; fenomeni di desertificazione climatica si ebbero nelle fasce costiere dell’Italia Meridionale.

Gli storici evidenziano l’incredibile sviluppo demografico, economico, sociale e militare che avvenne in Europa Centrale a partire dal 1000 dC, proprio grazie al riscaldamento globale che determinò un significativo miglioramento delle condizioni ambientali. In questo quadro di prosperità e di potenza si inquadra il fenomeno delle Crociate, iniziate nel 1097 e terminate nel 1270; durante tale intervallo l’Europa ha riconquistato il controllo commerciale del Mediterraneo, perso nei secoli precedenti.

Il riscaldamento globale ha determinato un drastico miglioramento delle condizioni ambientali anche in Siberia e in Mongolia dove milioni di ettari di territorio sono diventati produttivi in seguito allo scongelamento del permafrost. Conseguentemente la popolazione deve essere sensibilmente incrementata preparando il terreno per il grande leader Gengis Khan che tra la seconda metà del XII secolo e il primo quarto del XIII secolo si avvale di condizioni ambientali straordinariamente favorevoli per impostare il suo grande impero che arriva a comprendere buona parte dell’Europa Orientale.

I dati storici evidenziano che intorno al 1300 le condizioni climatico-ambientali sono peggiorate sensibilmente e l’Europa è stata interessata da gravi crisi economiche, sociali, militari e sanitarie. Le ricostruzioni paleoclimatiche mettono in luce che tra il 1050 e il 1100 la temperatura media si è innalzata di circa 1 grado centigrado e che a partire dal 1270 circa si è nuovamente raffreddata. Tale evoluzione climatica è connessa ad un marcato incremento delle macchie solari (Periodo Caldo Medievale, dal 1000 al 1270 circa, coincidente con il Grande Massismo Solare Medievale) che decrescono improvvisamente a partire dalla fine del 1300 dando inizio ad un lungo periodo freddo, noto come Piccola Età Glaciale, che terminerà intorno al 1730.

I fisici solari hanno evidenziato che dal 1750 l’attività solare ha iniziato ad aumentare e che dal 1940 il sole si trova in uno stato di grande massimo che solo una volta negli ultimi 11.000 anni ha avuto una magnitudo simile. Il grande massimo attuale dovrebbe terminare tra 10-15 anni (determinando un momentaneo raffreddamento come accaduto tra il 1020 e il 1050 in corrispondenza con il minimo di attività solare detto di Oort dal fisico che lo scoprì) dopo di che potrebbe riprendere ad aumentare, a partire dal 2050 circa, determinando l’instaurazione di condizioni climatico-ambientali più calde, simili a quelle descritte nel medioevo.

A questa evoluzione naturale si sommano le emissioni gassose antropogeniche. Anche eliminandole del tutto non si invertirebbe la variabilità climatico-ambientale naturale; si eliminerebbe certamente l’inquinamento atmosferico. Quindi, riduciamo drasticamente le emissioni nocive in atmosfera per non inquinare l’ambiente e, soprattutto, predisponiamo l’ambiente affinché si attenuino gli impatti, diversificati per latitudine e orografia, che si intensificheranno nelle prossime decine di anni. Come 1000 anni fa, sarà l’Area Mediterranea a subire gli impatti più significativi: diminuiranno le piogge fino a provocare una vera e propria desertificazione delle fasce costiere italiane a sud di Roma e lungo le coste spagnole e greche. Diminuirà l’acqua e ciò provocherà conflitti sociali tra le aree costiere e quelle interne dove le piogge continueranno a cadere (circa il 50% in meno), conflitti tra i diversi usi idrici e conflitti bellici nelle are del vicino oriente per il controllo della risorsa. Le tipiche produzioni agricole mediterranee saranno significativamente intaccate determinando problemi all’assetto socio-economico. Aumenterà l’inquinamento fluviale e il sovrasfruttamento delle acque di falde; quest’ultimo faciliterà l’intrusione dell’acqua marina nelle pianure costiere rendendole sterili. Anche i versanti antropizzati alpini avranno i loro problemi in seguito ai dissesti che saranno provocati dallo scioglimento del permafrost. I problemi previsti non sono solo questi. Come si vede, c’è bisogno di una buona conoscenza scientifica “indipendente dagli interessi delle lobbies” che si sono da tempo preparate a speculare sul prossimo cambiamento climatico sponsorizzando e finanziando prima e pubblicizzando poi ricerche mirate a dimostrare che la causa della variazione del clima è esclusivamente rappresentata dalle emissioni ad effetto serra causate dalle attività umane. Naturalmente tali agguerrite lobbies dichiarano, convincendo con idonei e noti mezzi anche uomini di governo a tutti i livelli, di avere le soluzioni idonee a contrastare il cambiamento climatico. Tali soluzioni mirate a vendere tecnologie e mezzi meno inquinanti (idonei a ridurre l’inquinamento atmosferico ma non a contrastare il cambiamento climatico), è inutile dirlo, arricchirebbero sempre più le lobbies a scapito dei paesi poveri e delle aree che realmente saranno interessate negativamente dal cambiamento climatico, come l’Area Mediterranea.

Prof. Franco Ortolani

Ordinario di Geologia

Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio,

Università di Napoli Federico II

19 ottobre 2008

 

Bibliografia essenziale

Mitas C. M., Clement A. (2006) – Recent behavior of the Hadley cell and tropical thermodynamics in climate models and reanalyses. Geophysical Research Letters, Vol. 33, 2006.

Ortolani F., Pagliuca S. (1994) – Variazioni climatiche e crisi dell’ambiente antropizzato. Il Quaternario, 7(1). 

Ortolani F. & Pagliuca S. (2003) – Cyclical Climatic-Environmental Changes in the Mediterranean Area (2500 BP-Present Day). PAGES, Vol. 11, N. 1, April 2003, pp. 15-17.

Ortolani F. & Pagliuca S. (2007) – Evidenze geologiche di variazioni climatico-ambientali storiche nell’Area Mediterranea. Quaderni della Società Geologica Italiana, n.1, marzo 2007, pp 14-18

Pagliuca S., Ortolani F. (2007) – Considerazioni sulle modificazioni climatiche e ambientali nel periodo storico e nel prossimo futuro. Dipartimento Terra e Ambiente – CNR, Roma 12-13 settembre 2007 Conferenza Nazionale Cambiamenti climatici.

Usoskin I. G., Solanki S. K.,  Schu¨ssler M., Mursula K. e Alanko K. (2003) –  Solar activity reconstructed over the last 7000 years: The influence of geomagnetic field changes. Physical Review, 21 November 2003.

Usoskin I. G.,  Schu¨ssler, Solanki S. K., Mursula K. (2005) – Solar activity, cosmic rays, and Earth’s temperature: A millennium-scale comparison. Journal of Geophysical Research, Vol. 110, 2005

Usoskin I. G., Solanki S. K., e Korte M. (2006) – Millennium-Scale Sunspot Number Reconstruction: Evidence for an Unusually Active Sun since the 1940s. Geophysical Research Letters, Vol. 33, 2006

Usoskin I. G. & Kovaltsov G. A. (2006) – Cosmic ray induced ionization in the atmosphere: Full modeling and practical applications. Journal of Geophysical Research, Vol. 111, 2006

ottobre 21, 2008 - Posted by | Friends & co., G - Clima e Inquinamento, G - geoarcheologia ambientale, Geology - Geologia, Lang. - Italiano, Ortolani F. | , , , , ,

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