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2008-10-25 – Mantova: Reperti preistorici a Campestrin

 Reperti preistorici a Campestrin

Forse un nuovo e cruciale sito archeologico nelle campagne di Grignano. Ritrovati frammenti di pavimento e pareti e un deposto tra le corna di cervo

Reperti preistorici a Campestrin - Mantova

Rovigo, 23 ottobre 2008 – LA LOCALITÀ si chiama Campestrin ed è poco lontana dal cimitero di Grignano, ma tutto si riduce a un campetto che abitualmente viene coltivato a frumento ed è in attesa di essere dissodato. Qui, appena, sotto i primi duri strati di argilla, la sorpresa, vale a dire le tracce, ancora in via di definizione, di un abitato che si può datare tra la fine dell’età del Bronzo recente e del Bronzo finale (XIII-XII sec. a. C.), come sono in molta parte i reperti scoperti in Polesine, da Canar a Frattesina. Una grande scoperta archeologica? E’ ancora presto per dirlo, ma molti indizi lo lasciano presupporre. Tutto era cominciato con una campagna scavi che avrebbe dovuto concentrarsi dalle parti di S. Martino di Venezze e che invece è stata costretta a spostare il suo obiettivo altrove, per via di un campo di insalata che non poteva diventare il teatro di sondaggi esplorativi. Ecco, allora, una segnalazione (una delle tante) nelle campagne di Grignano da parte di un gruppo archeologico di Fratta, che qualcosa aveva trovato. Ecco, ancora, la zona di Campestrin, che geomorfologicamente si situa lungo l’antico ramo del fiume, meglio noto come Po di Adria.

Il primo sondaggio e gli scavi di assaggio condotti dall’archeologo della Sap di Mantova Michele de Micheli, ha dato, dunque, risultati tanto imprevisti quanto entusiasmanti. Di fatto dei frammenti di pavimento o di parete, ceneri di materiali bruciati altrove (tanto da indurre il sospetto che possa trattarsi di una antichissima fossa per la discarica), e ancora e soprattutto un vaso deposto intenzionalmente tra due corna lavorate di un cervo che doveva essere di notevoli proporzioni. Insomma, ce n’è e ne avanza) da decidere che gli scavi debbano necessariamente proseguire, anche se ora bisogna trovare dei fondi per tradurre in pratica ogni intendimento (saranno necessari oltre diecimila euro, come minimo e non è poi molto). Tanto più che i fratelli Previatello proprietari del terreno hanno dimostrato la massima disponibilità.

Lo scavo, che oltre all’archeologo De Micheli, ha visto la partecipazione di due studentesse (Letizia Bellesia e Fabiola Mischiatti) e la collaborazione del personale del Museo dei Grandi Fiumi, ha potuto giovarsi della supervisione scientifica di un grande esperto come Luigi salzani della Soprintendenza archeologica. Nel corso della presentazione alla stampa di questi primi e notevoli risultati, l’assessore alla cultura Frigato si è impegnato a portare in Regione la richiesta di un intervento e di un finanziamento per proseguire la campagna di scavo, ma anche a stabilire un rapporto più stretto con l’università rodigina, magari insistendo perché si apra una nuova facoltà dedicata, appunto, all’archeologia.

di SERGIO GARBATO

fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/rovigo/2008/10/23/127570-reperti_preistorici_campestrin.shtml

ottobre 25, 2008 - Posted by | - Italia, Archeology / Archeologia, Lang. - Italiano | , , , , , ,

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