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2009-01-22 – Gli scisti petroliferi degli USA

Usa: sotto le montagne rocciose la piu’ grande riserva petrolifera della Terra

Al momento la tecnologia per estrarre petrolio dalle rocce rimane molto costosa e altamente inquinante
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Washington – Sotto la superfice delle montagne rocciose, a cavallo tra Colorado, Utah e Wyoming, vi sarebbe il piu’ grande giacimento petrolifero della Terra. Si parla di due trilioni di barili, pari al triplo delle riserve dell’Arabia Saudita.

Effettivamente, le compagnie petrolifere ne sono al corrente da piu’ di un secolo, ma le esplorazioni sono costate una cifra astronomica, e non reso nulla. Perche’ in realta’ non si tratta di petrolio vero e proprio, ma di particolari rocce sedimentarie chiamate scisti, che quando si sono formate contenevano grandi quantita’ di residui organici trasformatesi, con il tempo, in idrocarburi. Queste rocce pero’ non contengono petrolio in senso stretto, ma kerogene, il progenitore del petrolio, la cui estrazione e’ particolarmente ardua e costosa.

Per adesso, lo sfruttamento delle scisti non risulta ancora conveniente, ma se si mettessero a punto delle nuove tecnologie estrattive, si potrebbe parlare di una ‘’svolta nel mercato energetico mondiale’’, per usare le parole del senatore repubblicano Pete Domeneci, che sogna una trasformazione della geopolitica mondiale del petrolio.

Un giorno queste fonti petrolifere ‘’alternative’’ potrebbero realmente prendere il posto del petrolio convenzionale. Gia’ oggi le sabbie bituminose del Canada e del Venezuela sono sfruttate sempre piu’ intensamente. Ma estrarre il petrolio dalle rocce ha ancora un costo tecnico e ambientale altissimo. Lo sfruttamento delle scisti sotto le montagne rocciose potrebbe devastare lo splendido ecosistema della regione, che e’ anche una delle zone piu’ turistiche degli Stati Uniti e, cosa piu’ grave, potrebbe fare correre un pericolo mortale al fiume Colorado, arteria d’acqua vitale per tutto il sud-ovest degli Stati Uniti.

‘’Al giorno d’oggi – si legge in un articolo del New York scritto nel dicembre scorso – nessuno ha ancora trovato un metodo conveniente economicamente e accettabile da un punto di vista ecologico. I precedenti tentativi nella regione delle Rocciose sono stati catastrofici: le zone di estrazioni con rifiuti sono state ricoperte di rifiuti altamente tossici, generato astronomiche quantita’ di inquinanti atmosferici e minacciato le preziosissime acque del fiume Colorado.

Tuttavia, il governo federale ha lanciato una gara d’appalto per mettere a punto nuove metodologie estrattive, a cui hanno risposto Shell, Chevron, Egl e Oil Share Exploration. Per trasformare le scisti in petrolio bisogna scaldare la roccia ad altissime temperature, sia in profondita’, all’incirca 6-700 metri, che una volta estratte. Per ottenere la quantita’ di energia necessaria a scaldare le rocce, si dovranno costruire centrali elettriche, a carbone o nucleari nei pressi dei siti estrattivi.

Nonostante l’estrazione di questo tipo di fonte energetica comporti gravissimi rischi di inquinamento, delle scisti petrolifere risentiremo sicuramente parlare. 

Massimo Alberico

fonte: http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=26850

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gennaio 22, 2009 - Posted by | Geology - Geologia, Lang. - Italiano | , ,

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