Paleonews

Il blog dedicato ai Paleontologi !!!!

2009-01-26 – Intervista al paleoartista Luis Rey

21/1/2009 – NEWS

TRA ARTE E RICERCA LUIS REY E’ UNA STAR INTERNAZIONALE

Gialli e viola, i dinosauri punk

 
Con i miei disegni digitali sono diventato l’occhio dei paleontologi”
MARTINA SAPORITI
Luis Rey ama definirsi un «paleo-artista». Disegna dinosauri da quando era un bambino. Da allora la passione per la paleontologia non l’ha mai abbandonato e oggi è considerato uno dei più grandi illustratori di dinosauri al mondo. Nelle opere di questa «star» ispano-messicana, che vive a Londra, arte e scienza si incontrano e si influenzano, mostrando come due discipline così lontane possano beneficiare l’una del linguaggio dell’altra.Com’è nata la sua passione per i dinosauri?
«Tutti i bambini amano i dinosauri, perché appartengono a un mondo sconosciuto che può essere interamente ricostruito solo con l’immaginazione. Avevo 12 anni quando disegnai il mio primo libro sui dinosauri. Fu un regalo per i miei genitori. Non mi sono più fermato».Lei ha partecipato a spedizioni in tutto il mondo, è autore di numerosi articoli e ha pubblicato molti libri ed è possibile vedere le sue opere visitando il sito http://www.luisrey.ndtilda.co.uk/: si considera più scienziato o più artista?
«Prima di tutto sono un artista, poi un paleontologo dilettante. Dietro il lavoro di illustratore c’è sempre una meticolosa indagine da scienziato. Per disegnare dinosauri ho bisogno di studiare i fossili e confrontarmi con i ricercatori, perché le mie illustrazioni siano coerenti con tutti i dati dal punto di vista anatomico e morfologico».Come riesce a riprodurre ciò che non si vede nei fossili, i colori, per esempio?
«I dinosauri, come ogni altro animale, possedevano una serie di adattamenti che permettevano loro di sopravvivere al meglio nel proprio ambiente. Così, è verosimile che un predatore avesse colori adatti a mimetizzarsi nell’habitat circostante o che bizzarri attributi come creste e penne fossero colorati per richiamare l’attenzione di un partner».

Lei tenta di «fotografare» il passato?
«Cerco di fotografarlo. È importante capire che la paleontologia non è una scienza esatta. Ma questo non vuol dire che non si possa ricostruire in modo verosimile anche ciò che non si vede».

Adesso sta parlando come uno scienziato. Dove è invece l’artista?
«L’artista è nella scelta di utilizzare principalmente colori accesi, estranei alla tradizionale arte iconografica dei dinosauri. Nei miei disegni i dinosauri appaiono gialli, viola, blu. L’obiettivo è quello di rompere le convenzioni: i dinosauri non sono soltanto ossa in un museo. Sono animali con un passato e, quindi, vivi e dinamici».

Il suo percorso affonda le radici nel surrealismo e nell’iper-realismo: oggi qual è la sua tecnica di disegno?
«Ho abbandonato i colori acrilici e l’inchiostro per utilizzare nuove tecniche di disegno digitali, grazie alle quali sto scoprendo una nuova e sorprendente dimensione creativa».

Come è cambiato negli anni il modo di disegnare questi «mostri» tanto antichi?
«I primi illustratori raffiguravano i dinosauri come mostruose lucertole a sangue freddo. La “rivoluzione iconografica” ebbe inizio negli Anni 80, quando le sorprendenti scoperte della paleontologia mostrarono che alcuni dinosauri potevano essere piccoli come un pollo, agili come felini oppure ricoperti di piume».

Proprio come gli uccelli, giusto?
«Esattamente. I moderni uccelli sono i diretti discendenti degli antichi dinosauri. In passato questa teoria fu oggetto di un acceso dibattito. Le polemiche cessarono soltanto negli Anni 90, quando fu scoperto in Cina il giacimento di Liaoning e vennero alla luce straordinari fossili di dinosauri piumati in perfetto stato di conservazione».

Si ricorda che cosa ha provato in quei momenti?
«Fu una grande emozione. I ritrovamenti di Liaoning permisero di superare il vecchio stereotipo che vedeva i dinosauri unicamente come rettili troppo cresciuti, un monumento alla storia naturale del passato. Grazie alle piume questi animali cominciarono finalmente a prendere vita». Lei ha bisogno del lavoro dei paleontologi. Ma i paleontologi hanno davvero bisogno di lei? «Un giorno il famoso paleontologo Ken Carpenter mi disse: “Gli artisti sono gli occhi dei paleontologi”. La paleontologia ha bisogno di questi occhi per svecchiare la propria immagine: i dinosauri non sono animali enormi, grigiastri e obsoleti, ma i padri dei colorati, agili e dinamici uccelli».

Nel suo lavoro arte e scienza si incontrano. E’ un binomio tutt’altro che scontato: come si riesce a creare un rapporto vincente?
«Credo che l’arte possa aiutare la scienza a dialogare con la gente. I miei disegni, per esempio, sono uno strumento per educare il pubblico alla paleontologia e, quindi, all’evoluzione».

Che cosa si aspetta dal futuro di questa disciplina?
«Spero che le nuove scoperte paleontologiche possano aiutare a comprendere in modo sempre più chiaro l’evoluzione del mondo e delle specie che vi abitano, uomo compreso. Ma, naturalmente, c’è ancora molto lavoro da fare!».

Chi è Rey Paleo-artista
IL SITO
:HTTP://WWW.LUISREY. NDTILDA.CO.UK/
IL LIBRO: «DINOSAURS: THE MOST COMPLETE, UP-TO-DATE ENCYCLOPEDIA FOR DINOSAUR LOVERS OF ALL AGES» RANDOM HOUSE

fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=38&ID_articolo=1120&ID_sezione=243&sezione=

gennaio 26, 2009 - Posted by | - R. Dinosauri, Paleontology / Paleontologia | , , ,

Non c'è ancora nessun commento.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: