Paleonews

Il blog dedicato ai Paleontologi !!!!

2009-05-31 – Libro: “Alla ricerca dei fossili nei monti e nelle cave del Lario e del Ceresio”

I fossili del Lario

 Como –  Presentato «Alla ricerca dei fossili nei monti e nelle cave del Lario e del Ceresio» frutto del lavoro del ricercatore comasco Attilio Selva .

  Con questa nuova pubblicazione, che si presenta come primo lavoro organico di analisi paleontologica del nostro territorio, proseguono le iniziative dell’assessorato provinciale Ecologia e ambiente, in collaborazione con quello alla Cultura, per far conoscere più a fondo la realtà  storica in cui viviamo. «Lo sviluppo sostenibile della nostra provincia passa anche dal nostro impegno a preservare le bellezze e la memoria del nostro territorio – ha spiegato l’assessore provinciale all’Ambiente Paolo Mascetti – ed è proprio la conoscenza del luogo in cui viviamo che quest’opera vuole trasmetterci, raccontandoci i dettagli della nostra storia passata». La pubblicazione ripercorre, in ordine rigorosamente cronologico, la geografica dei giacimenti di fossili situati lungo le rive del Lario, del Ceresio e nelle valli interne. Nelle 235 pagine trova così spazio il famoso Lariosauro, rinvenuto per la prima volta nell’Ottocento, ma anche siti di pregio a livello internazionale, come Osteno, vero e proprio caso di studio perchè le sue rocce sono state in grado di conservare anche le parti molli di animali vissuti nel Giurassico. Un viaggio lungo il giacimento carbonifero della Val Sanagra, dove sono stati rinvenuti i primi semi di conifera mai apparsi sulla Terra, fino alla Val Rezzo, dove sono stati rinvenuti i fossili di pesci volanti e di barracuda lunghi anche 30 centimetri, per arrivare alle biografie dei personaggi e degli autori che hanno contribuito alla scoperta degli aspetti paleontologici dell’area lariana. «Il pregio di questo libro è che si legge tutto di un fiato – ha commentato l’assessore provinciale alla Cultura Mario Colombo – Ha la capacità  di rendere affascinante la biologia».Il volume è in distribuzione gratuita presso il settore Ecologia della Provincia di Como (villa Gallia), previa prenotazione presso la segreteria dell’assessorato 031/230367. La prossima pubblicazione, già  in cantiere, affronterà  la geologia della provincia di Como.

fonte: http://www.giornaledicomo

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maggio 31, 2009 Posted by | - Italia, - Rettili, An. Vertebrates, Europa, Lang. - Italiano, Libri / Books, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-04-01 – Napoli, Collezionare la Natura e Alberto Angela

 

Terza edizione della mostra-mercato-scambio di oggetti naturali dal titolo

“Collezionare la Natura”.

Da venerdì 3 a domenica 5 aprile, nel chiostro del Complesso universitario di San Marcellino e Festo, in Largo San Marcellino 10, sarà possibile visitare la mostra promossa e organizzata dal Centro Musei delle Scienze Naturali dell’Ateneo.

“Collezionare la Natura” è evento unico nel suo genere per il sud Italia con la possibilità di comprare, vendere, scambiarsi fossili, minerali, gemme, conchiglie, animali e piante.

L’obiettivo è quello di offrire al visitatore l’emozione di “vivere” la natura con i suoi minerali dagli splendidi colori, i fossili di milioni di anni fa, le magiche ambre, le meravigliose conchiglie di tutti i mari e l’affascinante mondo delle piante, e di dare la possibilità di entrare in possesso di oggetti naturali carichi di significato.

Puntando sulla curiosità legata a manifestazioni di questo tipo, il Centro intende coinvolgere cittadini di tutte le età: dai bambini ai nonni, dagli studenti alle famiglie, dai cultori della materia ai semplici appassionati tutti sono invitati alla tre giorni in Ateneo.
La manifestazione è rivolta, quindi, non solo al pubblico che coltiva la passione del collezionismo, ma anche a tutti coloro che, per motivi didattici, per semplice interesse o anche solo per curiosità, hanno voglia di incrementare le proprie conoscenze sulla natura.

Oltre alle esposizioni della Mostra Mercato si potrà visitare il Museo di Paleontologia che ospiterà la mostra entomologica “Microcosmos”, la mostra fotografica “Animalia” ed esposizioni di reperti del patrimonio del Centro realizzate per l’occasione.

Ai visitatori verranno offerti biglietti omaggio per poter visitare gli altri Musei del Centro nelle tre giornate della manifestazione dalle 9 alle 13.

Ospite d’onore della manifestazione è Alberto Angela che, sabato 4 aprile, alle 12, terrà una conferenza su “L’evoluzione dell’uomo”, durante la quale proietterà anche un filmato.

La mostra è aperta venerdì dalle 9.30 alle 20, sabato dalle 9.30 alle 21 e domenica dalle 9.30 alle 19.

Per informazioni: www.musei.unina.it

Scarica l’allegato

fonte: http://www.news.unina.it/dettagli_area.jsp?ID=6813

aprile 1, 2009 Posted by | - Italia, Bio-Zoology / Bio-Zoologia, Collezionismo, Europa, Geology - Geologia, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-03-01 – Perù: fossile di uccello gigante (Giant fossil bird)

Perù: paleontologia, trovato fossile uccello di 10mln di anni

Sabato 28 febbraio 2009 02.25
Il fossile di un gigantesco uccello vissuto circa 10 milioni di anni fa è stato ritrovato nella regione di Ocucaje, nel Perù meridionale. Mario Urbina, paleontologo nel Museo nazionale di storia naturale, ha detto che il volatile sembra appartenere ai pelagornitidi, una specie comparsa circa 50 milioni di anni fa e estinta 2,5 milioni di anni fa a causa dei cambiamenti climatici. Questo tipo di uccello aveva un’apertura alare di oltre sei metri, nidificava in prossimità delle coste e si cibava dei pesci che riusciva a catturare tuffandosi nel Pacifico. Nel corso di scavi in corso nella regione, alcuni ricercatori hanno ritrovato la testa fossile dell’uccello, lunga circa 40 centimetri. Oltre alla considerevole apertura alare, una delle caratteristiche più curiose di questa specie è la presenza di denti all’estremità del becco.
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Fossil skull of giant toothy seabird found in Peru

LIMA, Peru (AP) — The unusually intact fossilized skull of a giant, bony-toothed seabird that lived up to 10 million years ago was found on Peru’s arid southern coast, researchers said Friday.

The fossil is the best-preserved cranium ever found of a pelagornithid, a family of large seabirds believed to have gone extinct some 3 million years ago, said Rodolfo Salas, head of vertebrate paleontology at Peru’s National History Museum.

The museum said in a statement that the birds had wingspans of up to 20 feet (6 meters) and may have used the toothlike projections on their beaks to prey on slippery fish and squid. But studying members of the Pelagornithidae family has been difficult because their extremely thin bones — while helpful for keeping the avian giants aloft — tended not to survive as fossils.

“Its fossils are very strange, very rare and very hard to find,” Salas told The Associated Press.

The cranium discovered in Peru is 16 inches (40 centimeters) long and is believed to be 8 million to 10 million years old, based on the age of the rock bed in which it was found.

“Rarely are any bones of these gigantic, marine birds found fossilized uncrushed, and to find an uncrushed skull of this size is very significant,” said Ken Campbell, curator of vertebrate zoology at the Natural History Museum of Los Angeles.

Campbell, who examined photos of the find but was not involved in the dig, said he knows of “no specimen of comparable quality.”

Dan Kepska, a paleontology researcher at North Carolina State University who also was not part of the project, agreed that the skull is the most complete ever reported.

He called the birds “one of the great enigmas of avian paleontology.”

With fossils discovered in North America, North Africa and even Antarctica, Kepska said, the birds were ubiquitous only a few million years before humans evolved and scientists puzzle over why they died out. Some believe they are related to gannets and pelicans, while other say they are related to ducks.

Campbell said the Peru find “will undoubtedly be of great importance to our understanding of these gigantic birds, and it will help clarify the relationships of the other fossil pelagornithids found in the Pisco Formation.”

The formation, a coastal rock bed south of the capital, Lima, is known for yielding fossils of whales, dolphins, turtles and other marine life dating as far back as 14 million years.

source: AssociatedPress

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Fossil skull of giant toothy seabird found in Peru

The Associated Press – ‎28-feb-2009‎
The fossil is the best-preserved cranium ever found of a pelagornithid, a family of large seabirds believed to have gone extinct some 3 million years ago,
CBC.ca

 

 

marzo 1, 2009 Posted by | - Uccelli / Birds, America Southern, An. Vertebrates, Cenozoic, Lang. - Italiano, P - Ritrovamenti fossili, Paleontology / Paleontologia | , , , , , | 2 commenti

2009-02-11 – Forlì, ITA: “Mostra di Minerali e Fossili”

Mostra minerali e fossili

Nei locali della Circoscrizione n. 3 al Foro Boario si svolgerà la “Mostra di Minerali e Fossili”. L’esposizione è gratuita e si svolgerà da giovedì 12 a domenica 15 febbraio dalle ore 9 alle 12,30 e dalle ore 15 alle 18.30. Per le scolaresche sono previste visite guidate previa prenotazione dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12, tel. 0543.712256 – 712109. Ai bambini intervenuti sarà dato in omaggio un minerale e un fossile. L’iniziativa è organizzata dal Gruppo Mineralogico e Paleontologico forlivese in collaborazione con la Circoscrizione 3 e l’Assessorato alle Politiche educative del Comune.

febbraio 11, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Geology - Geologia, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-02-06 – Titanoboa, il serpente più grande di sempre (the greatest fossil snake)

click here for video.

E’ Titanoboa il serpente più grosso del mondo

Viveva 60 milioni di anni fa in Colombia e aveva misure record: 13 metri di lunghezza per oltre una tonnellata di peso. Ossa fossili scoperte da una spedizione internazionale in Colombia
di ALESSIA MANFREDI 

OLTRE una tonnellata di peso distribuita su 13 metri di lunghezza. Misure decisamente oversize, paragonabili ad un Tyrannosaurus Rex, quelle del serpente più lungo del mondo, che, secondo un’équipe internazionale di scienziati, viveva 60 milioni di anni fa in Sud America.

La stazza del biscione giurassico è stata dedotta sulla base di ossa fossili ritrovate dai ricercatori dello Smithsonian Tropical Research Institute a Panama e del Museo di Storia Naturale dell’Università della Florida nel Cerrejon, nella Colombia del Nord.

Battezzato dai suoi scopritori Titanoboa Cerrejonensis, questo rettile gigante misurava 13 metri, pesava 1.140 chili e il suo corpo era largo almeno un metro, scrivono su Nature gli scienziati guidati dal paleontologo Jason Head dell’Università di Toronto-Mississauga. Messa a confronto con quella di una normale anaconda, la sua vertebra risulta enorme.

GUARDA LE FOTO

Il Titanoboa viveva fra 58 e 60 milioni di anni fa, quando il mondo animale si stava ancora riprendendo dall’estinzione di massa che fece scomparire i dinosauri e molte altre specie 65 milioni di anni fa, e potrebbe essere stato il più grande vertebrato non marino sulla Terra.

Le sue impressionanti dimensioni danno anche indicazioni precise sulle temperature dell’ambiente in cui viveva. “Ci sono molti modi in cui l’anatomia di una specie è correlata con l’ambiente su larga scala”, ha spiegato David Polly, geologo dell’Università dell’Indiana, che ha identificato la posizione delle vertebre fossili ritrovate nella miniera di carbone a cielo aperto del Cerrejon ed ha reso possibile ricostruire le misure del rettile. Per sopravvivere, stimano i ricercatori, il mega serpente aveva bisogno di una temperatura media di almeno 30-34 gradi, superiore a quella odierna in quella regione.


Il Titanoboa abitava in una foresta pluviale tropicale e cacciava coccodrilli, tartarughe e pesci. Non era velenoso ed aveva uno stile di vita molto simile a quello delle anaconde dei sistemi fluviali. L’ecosistema in cui viveva era simile a quello dell’Amazzonia di oggi, ma più caldo. “Gli ecosistemi tropicali del Sud America erano sorprendentemente diversi 60 milioni di anni fa”, dice il paleontologo Jonathan Bloch, del Museo di Storia Naturale dell’Università della Florida. “Era una foresta pluviale ma decisamente più calda rispetto a oggi ed i rettili a sangue freddo erano molto molto più grossi rispetto quelli odierni”.

Nella spedizione al Cerrejon, gli scienziati hanno recuperato fossili di vertebre e costole provenienti da 28 esemplari diversi. Prima della scoperta del Titanoboa, il serpente più grosso noto alla scienza era Gigantophis, che viveva 39 milioni di anni fa in Egitto ed era lungo 10 metri.

(4 febbraio 2009)

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/scienze/serpente-colombia/serpente-colombia/serpente-colombia.html

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Ancient snake’s massive size points to extra hot jungle: study

Last Updated: Wednesday, February 4, 2009 | 1:53 PM ET

Researchers have found the remains of what they are billing as the biggest snake the world has ever known — an animal estimated to be longer than a city bus and heftier than a car.

The boa constrictor-like reptile lived in South America about 60 million years ago and its size provides valuable clues about what the climate was like in the equatorial tropics at that time, said a study published in Thursday’s issue of the journal Nature by an international team of authors that included University of Toronto paleontologist Jason Head.

“If it was around today and it swallowed you, you wouldn’t even be a bulge in its belly,” said Head.

He said he first saw one of the snake’s giant vertebrae, the bones in its backbone, while chatting online with co-author Jonathan Bloch, from the University of Florida, who held them up in front of webcam.

“I jumped out of my seat and got very excited and he started laughing and I started laughing … because it’s just such a mind-bogglingly big animal,” Head recalled.

Based on the size of the snake’s vertebrae — the largest ever for either a living or extinct snake — the researchers estimate that the ancient snake could have grown to be 13 metres long and weigh about 1,135 kilograms.

Head said the largest modern snakes are reticulated pythons, which reach a length of about nine metres, and green anacondas, which can grow to be 7.5 metres long.

Researchers found the vertebrae and ribs for about 28 individual snakes of this species, which was given the name Titanoboa cerrejonensis to indicate its great size and the fact that it was found in the Cerrejon region of northeastern Colombia. The type of pollen found with it suggested that it lived about 58 to 60 million years ago, roughly six to eight million years after the dinosaurs went extinct.

Head said cold-blooded animals such as snakes can’t generate their own heat, so they need an external heat source to power their metabolisms. Because larger animals have slower metabolisms, larger cold-blooded animals need more heat.

Hotter climate lets cold-blooded animals grow

Scientists have already studied the size of snakes living at different temperatures, and found that their maximum size is proportional to the average temperature. Based on what they know about that relationship, as well as the size and environment of the living anaconda, which is similar, the study estimated that the largest specimens of Titanboa would have needed an environment where the average temperature was at least 33 C — about six degrees warmer than equatorial South America is today — in order to survive.

The Titanboa fossils were found in an open pit coal mine, alongside fossilized giant turtles, as well as fossils of primitive crocodiles that the snake likely ate. The snake likely spent most of its time in the water, as anacondas do, Head said.

Fossils from the tropics are difficult to find, Head said, because so much of the area is covered by jungle rather than bare rock or sand. That means there is little data about what the ancient climate was like there.

“Fortunately, the owners of the Cerrejon mine had the presence of mind to be interested in the fossils they were finding,” he said.

The mine owners worked with Carlos Jaramillo of the Smithsonian Tropical Research Institute in Panama and Bloch, who eventually consulted Head because his research specialty is fossil snakes.

http://www.cbc.ca/technology/story/2009/02/04/tech-giant-snake.html

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Times Online

Discovery of 43-Foot Snake Fossil Signals Warmer Tropical Past
Bloomberg – 4 ore fa
The discovery of fossil vertebrae in a coal mine in Cerrejon, Colombia, signifies the largest known snake, one that couldn’t have survived unless temperatures averaged 30 to 34 degrees Celsius, (86 to 93 degrees Fahrenheit), scientists wrote in the
Fossil remains of world’s biggest snake are found International Herald Tribune
Fossil of giant 13-metre snake found in Colombia Irish Times
Los Angeles Times – USA Today – The Associated Press – guardian.co.uk
e altri 335 articoli simili »

http://news.ufl.edu/2009/02/04/largest-snake-fossil/

 

febbraio 6, 2009 Posted by | - Rettili, America Southern, An. Vertebrates, Cenozoic, G - Geographic Distribution, P - Ritrovamenti fossili, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , | Lascia un commento

2009-02-05 – Maiacetus inuus (Archaeoceti) e l’origine delle balene (whales origin)

Antiche balene di terra

Scoperti fossili di un antenato delle odierne balene che conduceva parte della vita in terra e parte in acqua

Due nuovi fossili di antiche balene – una femmina gravida e un maschio – gettano luce sul modo in cui gli antenati di questi giganteschi mammiferi sono passati da una vita terricola a quella acquatica.

I fossili risalgono a 47,5 milioni di anni fa e sono stati scoperti in Pakistan fra il 2000 e il 2004 per essere quindi studiati da paleontologi dell’Università del Michigan, che ora illustrano i loro risultati in un articolo pubblicato sulla rivista on line PloS.

Rispetto agli altri fossili di balena, quelli esaminati da Philip Gingerich e collaboratori – appartenenti alla specie Maiacetus inuus, facente parte del gruppo degli Archaeoceti – occupano una posizione intermedia sul cammino evolutivo che le ha portate a passare dall’essere animali completamente terricoli a marini.

L’eccezionalità del ritrovamento è dovuto anche al fatto che è la prima volta che si trova lo scheletro completo del feto di uno di questi animali. Il feto è posizionato in posizione cefalica, come i mammiferi terrestri e a differenza delle attuali balene, e ciò indica – osservano i ricercatori – che queste antiche balene partorivano sulla terraferma e non in mare. Un altro indizio dello stile di vita terricolo di questi animali è dato dal gruppo di denti ben sviluppati chiaramente individuabili nel fossile del feto, che indicano la capacità del piccolo di iniziare ad alimentarsi da solo.

Maiacetus aveva quattro zampe modificate in modo da poter nuotare abbastanza agevolmente. Peraltro, per quanto i loro arti modificati fossero in grado di sopportare il peso del corpo anche sulla terra, con molta probabilità non mettevano in grado l’animale di percorrere distanze di una certa entità. “Chiaramente vivevano nella zona compresa fra l’acqua e la terra andando su e giù”, ha osservato Gingerich.

Da altri indizi anatomici, fra cui la differenza di lunghezza dei canini fra maschio e femmina, i ricercatori hanno anche potuto ipotizzare, sulla scorta di un raffronto con i comportamenti delle diverse specie attualmente viventi, che i maschi non avessero una comportamento territoriale né che fossero a capo di un branco di femmine.  (gg)

http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Antiche_balene_di_terra/1334701

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Pregnant fossil shows how early whales evolved

Wed Feb 4, 2009 1:33am GMT

CHICAGO (Reuters) – Fossils from two early whales — a male and a rare pregnant female — shed light on how these ancestors to modern whales made the leap from walking on land to ruling the sea.

 The fetal remains, found with the 47.5 million-year-old pregnant female, were positioned head down, suggesting these creatures gave birth on land, while spending much of the rest of their time in the water.

 Initially, the tiny fetal teeth stumped University of Michigan paleontologist Philip Gingerich, whose team discovered the fossils in Pakistan in 2000 and 2004.

 “When I first saw the small teeth in the field, I thought we were dealing with a small adult whale, but then we continued to expose the specimen and found ribs that seemed too large to go with those teeth,” Gingerich, whose study appears in the Public Library of Science journal PLoS ONE.

 The fetal skeleton is the first specimen of the extinct whale group known as Archaeoceti, and the find represents a new species named Maiacetus inuus, a hybrid of the words for “mother whale” and Inuus, the name of a Roman fertility god.

 The fetus was positioned head down like other land animals, allowing it to begin breathing right away. This suggests the group had not yet made the leap to giving birth in the water like modern whales, which are born tail first to allow them to start swimming right after birth.

 The 8.5-foot (2.59-meter) male, which was collected in the same fossil beds as the female, is about 12 percent bigger and had fangs that were 20 percent larger than those of the female. Gingerich said these well developed choppers suggest the creatures spent a large portion of their time catching and eating fish.

 Both fossils had four flipper-like legs that could have supported their weight on land, but only for short distances, suggesting these whales likely came on shore to mate, rest and give birth, Gingerich said.

 “They clearly were tied to shore,” Gingerich said. “They were living at the land-sea interface and going back and forth.”

He said the Maiacetus fossils appear to represent an intermediate whale form, showing the evolution from land-dwelling to aquatic creatures.

 The full study can be found here

 (Editing by Sandra Maler)

http://uk.reuters.com/article/scienceNewsMolt/idUKTRE5130CQ20090204?pageNumber=2&virtualBrandChannel=0

 


Science Centric

Pregnant fossil shows how early whales evolved
Reuters – 22 ore fa
The 8.5-foot (2.59-meter) male, which was collected in the same fossil beds as the female, is about 12 percent bigger and had fangs that were 20 percent larger than those of the female.
Fossil shows whales lived on land Times Online
Earliest whales gave birth on land Science News
National Geographic – ScienceBlogs – Discover Magazine – dBTechno
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febbraio 5, 2009 Posted by | - Mammiferi, An. Vertebrates, Articolo sc. di riferimento, Asia, Cenozoic, FREE ACCESS, Lang. - Italiano, P - Evoluzione, P - Ritrovamenti fossili, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-01-31 – Museo Malacologico di Cupra Marittima, dissequestrati i fossili

 

Sono tornati liberi i fossili sequestrati al Museo Malacologico di Cupra Marittima

CUPRA MARITTIMA, 30/01/2009 _ Sono tornati liberi i fossili sequestrati al Museo Malacologico di Cupra Marittima e saranno le “star” di una bellissima mostra intitolata “500 milioni di anni fa”. I trilobiti sono organismi esclusivi del Paleozoico , comparsi sin dall’inizio del Cambriano già molto ben differenziati, hanno il massimo sviluppo nell’Ordoviciano e nel Siluriano ; erano animali esclusivamente marini. A questi animali il Museo Malacologico di Cupra Marittima ha dedicato una straordinaria mostra che sarà visibile fino al prossimo 30 giugno.
200 i reperti esposti, tornati “liberi” da pochi giorni dopo il dissequestro di tutti i fossili del Museo, operato dal Giudice per le Indagini preliminari di Fermo. L’età media degli esemplari presenti nella mostra è di 500 milioni di anni, da qui il nome della manifestazione. Rappresentano le prime forme viventi organizzate da cui, verosimilmente, trassero origine anche i molluschi che a Cupra Marittima, da oltre un trentennio, sono i
protagonisti indiscutibili. La mostra ha una grande valenza didattica per la presenza di esemplari provenienti da tutto il mondo ed in particolare Russia, Marocco, Cina, Spagna e Portogallo. Rappresenta una grande opportunità per le scolaresche di tutta la regione che, in primavera affollano la struttura museale del piceno, conosciuta ovunque. I trilobiti, evolutesi a partire da un gruppo di anellidi e destinati a dare origine agli attuali artropodi, si estinsero 200 milioni di anni fa. Nonostante il lunghissimo intervallo di tempo trascorso, la struttura coriacea che li rivestiva ne ha favorito la conservazione nel corso delle ere geologiche. Per il pubblico il Museo è aperto il giovedì, sabato e domenica dalle ore 15.00 alle 18.30, informazioni al numero 347.3704310
 fonte: http://www.ilmascalzone.it/articolo.php?id=20015 

gennaio 31, 2009 Posted by | - Italia, Europa, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Musei, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , , | 2 commenti

2009-02-02 – Pavia, ITA: Mostra-mercato “Minerali e Fossili”.

Il mercatino dell’antiquariato con Minerali e Fossili

Sabato 7 e domenica 8 febbraio 2009, presso il Mercato Pavia, si terrà “Il mercatino dell’antiquariato” con la presenza di 200 espositori. La tematica di questa edizione sarà “Minerali e Fossili”.

In concomitanza con il “Mercatino”, Monferrato Eventi, in collaborazione con i Collezionisti Casalesi di Mineralogia e Paleontologia, proporrà una mostra dedicata alla tematica in oggetto ed estenderà l’evento anche alle giornate del 5, 6 e 9 Febbraio per dare la possibilità alle scolaresche di visitarla. L’orario di apertura sarà dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00. Durante tutto il periodo sarà presente un collezionista che illustrerà i campioni presenti.

Tra il materiale esposto ci saranno campioni provenienti dal nostro Monferrato e minerali che, posti alla lampada di Wood, cambieranno colore diventando fluorescenti e fosforescenti.

Completeranno la mostra fossili di tutto il mondo, riviste del settore e lampade che venivano usate nelle cave del Monferrato per l’estrazione della calce.

Questa mostra giunge alla seconda edizione, la prima era stata organizzata 33 anni fa, in collaborazione con l’assessore alla pubblica istruzione Gianni Abbate e l’Ente Manifestazioni, nell’ambito della quale venne tenuta una conferenza del noto collezionista Pio Mariani di Desio.

Monferratoeventi coglie l’occasione per ringraziare i collezionisti casalesi che hanno aderito a questa iniziativa: Bedon Roberto, Fioretti Mario, Giachero Luigi e Torielli Pier Angelo.

fonte: http://www.ilmonferrato.it/news.php?newid=d6bdc62dd1237a872908754bcb939c9d

gennaio 27, 2009 Posted by | Collezionismo, Lang. - Italiano, Mostre & Fiere, Paleontology / Paleontologia, Places | , , , | Lascia un commento

2009-01-25 – Burgess Shale fossils at the Royal Ontario Museum

‘A Fossil Paradise’ At Royal Ontario Museum

One hundred years ago a discovery was made that drastically changed our view of the history of life on Earth. The Royal Ontario Museum (ROM) presents A Fossil Paradise: The Discovery of the Burgess Shale by Charles D. Walcott, an exploration of the Burgess Shale’s early excavations, including vintage panoramic photos, site artifacts and a profile of the man who made the great discovery as told by his personal field notes and letters.

Considered one of the most important finds in palaeontology, the Burgess Shale was humankind’s first view into some of the most ancient and bizarre animals to inhabit our planet 500 million years ago. From January 31, 2009 to April 26, 2009, the exhibition will be presented on Level 2 of the Hilary and Galen Weston Wing, next to a display of fossils from the ROM’s own storerooms, the largest and most diverse collection of Burgess Shale specimens in the world.

“The origin of today’s animal diversity can be traced back to half-billion years in the superbly preserved fossils of the Burgess Shale,” said Jean-Bernard Caron, Associate Curator, Invertebrate Palaeontology. “The period when these animals lived shortly followed a time of massive evolutionary changes and experimentations, known as the Cambrian Explosion. Today, these fossils continue to marvel scientists and public alike in providing important clues on this unique chapter in the history of life.”

The Burgess Shale is located in the UNESCO World Heritage Canadian Rocky Mountain Parks, near the town of Field, British Columbia. The spot contains some of the world’s most spectacularly preserved fossilized remains of soft-bodied organisms that evolved in the Cambrian Period, 500 million years ago. Concealed within layers of rock are fine details of their anatomy, allowing a greater understanding of the ecology, diversity and evolution of animal communities during that period. American Charles Doolittle Walcott (1850-1927), discovered the most important of the Burgess Shale sites in 1909 while serving as the Fourth Secretary of the Smithsonian Institution in Washington, D.C., and regularly returned to the Burgess Shale until 1924 when, at the age of 74, he had collected over 65,000 specimens.

Vintage Photography

Walcott used photography to document his scientific work. While this was an important means of documenting scientific findings, field photography in the early 1900s was extremely cumbersome. Walcott preferred glass-plate negatives, which meant hauling heavy glass over the mountains by horse. It was also often necessary to send test photo shots all the way to Washington, D.C. to be developed and back before he knew whether to adjust the camera. Despite these hardships, by the time of his last expedition, Walcott had taken 650 photographic panoramas of the Canadian Rockies.

A Fossil Paradise includes eight of these oversize vintage panoramic photographs that demonstrate the scenic grandeur of the area and document a geologist at work in the early 20th century. Also on display is a 2.5 metre (over 8 feet) wide panorama taken from Burgess Pass by Walcott in 1911, the largest photograph ever published by National Geographic. Visitors can also see a circa 1908 R.B. Cirkut camera of the type used by Walcott. — www.rom.on.ca

source: http://www.huliq.com/13/76678/%E2%80%98-fossil-paradise%E2%80%99-royal-ontario-museum

gennaio 25, 2009 Posted by | 1 Cambriano, America Northern, An. Invertebrates, Musei, Paleontology / Paleontologia, Paleozoico, Places | , , , , , , , , , | Lascia un commento

2009-01-24 – Messico: sequestro di fossili (Mexico, Fossils seized)

Mexico Seizes Largest Batch of Fossils

MONTERREY, MEXICO — Mexican authorities revealed that they recovered 389 fossiles, among which are the remains of dinosaurs and trilobites hundreds of millions of years old, that were illegally being offered for sale at an antiquities store in the northern state of Nuevo Leon.

The director of the Monterrey office of the National Anthropology and History Institute, or INAH, Hector Jaime Treviño, as well as Joaquin Garcia-Barcenas, the president of the INAH Paleontologists Council, said that this is the most important confiscation to date in Mexico that includes unique fossils.

They emphasized that no museum in Mexico has more than 200 pieces of this kind and this collection contains almost double that number, a group that should be sufficient to mount two simultaneous exhibits.

Both officials said that the pieces were recovered in a operation in 2006 by the Attorney General’s Office from a shop in the Monterrey suburb of San Pedro Garza Garcia.

They said that the work of registering, cataloguing and authentificating the pieces had taken three years and was only being publicly announced Thursday.

The case began in 2005, when an individual asked INAH for information about the authenticity of a fossil more than 350 million years old he had bought at the store near Monterrey.

INAH experts confirmed that the fossils were authentic and complained to the AG’s office about the illegal selling of the ancient items.

Among the pieces confiscated are remains of mammoths, camels, early horses, sharks, mastodons, various dinosaurs, ammonites (giant marine mollusks that lived about 100 million years ago) and trilobites, which were large underwater pillbug-like creatures that were one of the planet’s dominant life forms 350 million years ago.

Also among the pieces are fossils of fish, pieces of amber and other rare items.

Paleontologist Garcia-Barcena said that the fossils provided much-needed information about climatic and evolutionary changes in the region, adding that “for example, it was determined that there was an ocean where today there are plains.”

INAH announced that it will send an exhibition of the trove of fossils around the country so that the public can view the items. EFE

source: http://www.newspostonline.com/world-news/dinosaur-fossils-for-sale-seized-in-mexico-2009012428715

gennaio 24, 2009 Posted by | - R. Dinosauri, America Central, An. Invertebrates, Collezionismo, Commercio illegale, G - Geographic Distribution, Paleontology / Paleontologia | , , , , , , | Lascia un commento